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Sondrio - Festa del centenario del Credito Valtellinese
Data: 12 luglio 2008
da Antonia le impressioni sul suo primo concerto
e l'incontro con Davide
Ragazzi, ce l'ho fatta! Ho assistito
finalmente ad un concerto di Davide Van De Sfroos, anche se
breve è stato un assaggino assai gustoso , un aperitivo
che mi ha invogliato a tornare in occasioni più ricche.
È accaduto sabato 12 luglio a Sondrio in occasione
della festa organizzata dal "Credito Valtellinese"
per festeggiare i suoi 100 anni.
Presentavano Susanna Messaggio e Franco Nisi. Prima ad esibirsi
è stata la banda del corpo musicale Valfurva.
Davide ha cantato sei canzoni:
Pulenta e galina fregia (Polenta
e gallina fredda)
Il minatore di frontale (Pica)
La ballata del Cimino
Nonna Lucia
La curriera
La ninnna nanna del contrabbandiere
Quando i cauboi (i fans di Davide)
mi dicevano che, per vederlo proprio da vicino e prendere
i posti in prima fila, si avviavano assai prima dell'inizio
del concerto restando in piedi per ore, io ero molto scettica
ed incredula, mi dicevo che non l'avrei mai fatto. Io che
soffro di circolazione alla gambe, per carità, non
riesco a stare in piedi più di 5 minuti! E invece ci
sono rimasta per un'ora e un quarto e le gambe? Niente nemmeno
un minimo fastidio, tanto la mente ed il cuore erano presi.
Quello che instaura
il Davide con il suo pubblico è un rapporto
assai intimo, quasi di simbiosi e il segreto credo che sia
nel fatto che si presenta con grande semplicità, come
se fosse uno di loro.
Il presentatore ha raccontato che un giorno in provincia di
Cosenza ha sentito una radio locale che trasmetteva "Sugamara",
una canzone di Davide ed è rimasto meravigliato che
questo cantante fosse ascoltato anche a tanta distanza nonostante
canti in dialetto laghèe. Ma è ascoltato un
pò in tutto il mondo! Il suo merito è proprio
di portare dialetto e tradizioni lariane un pò dappertutto.
Se si crede fermamente in qualcosa e, soprattutto con amore,
e si porta avanti con molta passione non si può non
coinvolgere grandi masse e Davide è profondamente innamorato
del suo lago e della sua gente. Il pubblico, accorso numeroso
nonostante il tempo piovoso, conosceva a memoria tutte le
parole delle canzoni. Io mi sono sentita presa da tanto entusiasmo
e pur comprendendo poco il dialetto laghèe, sono stata
coinvolta al punto da rinnegare le mie origini partenopeee
e sentirmi laghèe tra i laghèe (che mi perdonino
i napoletani! ). Mentre il Davide cantava, pizzicava con arte
la sua chitarra emanando note sublimi e il violinista Anga
l'accompagnava divinamente. Un artista è tale se sa
donarsi al pubblico con spontaneità, ecco perchè
Davide Van De Sfroos piace tanto.
Mi ha ancora più stupito, quando a concerto ultimato,
ho sorpreso Davide in un vicoletto adiacente a piazza Campello
(dove s'era svolta la manifestazione) seduto su di un muretto
circondato dai suoi fans, semplice tra i semplici in sintonia
di sentimenti e pensieri, come un gruppo d'amici molto affiatati.
Non si negava a nessuno e, senza guardie del corpo che di
solito accompagnano i divi, con grande serenità e disponibilità
firmava gli autograti e chiaccherava. C'era chi gli allungava
un banconota da dieci euro per farla impreziosire con la sua
firma, chi gli chiedeva di farsi fotografare in sua compagnia.
Ed ecco che mi sono trovata a fargli imprimere la sua firma
su di una baconota e poi gli ho chiesto di farsi fotografare
con me. Mi ha subito abbracciata ed ecco immortalato l'indimenticabile
momento!

Hanno proprio
ragione i suoi fans che si sentono tanto attratti: è
un artista che sa dare non solo in musica, ma anche in umanità.
Sa donare la bellezza interiore a cui è giunto attraverso
un processo di maturazione che l'ha reso ricco. Ed ora ha
una marcia in più che gli permette di donare. Molti
mi hanno detto che Davide è stato per loro di grande
aiuto in momenti assai difficili del percorso esistenziale.
Mi dicono: "chi lo conosce non lo molla più!".
Accadrà anche a me? Sono sulla buona strada.
Lo spettacolo è proseguito con le cantanti Paola
e Chiara, ma noi ci siamo allontanati, senza togliere niente
alle due brave artiste, l'atmosfera era cambiata, e l'aria
assai intima s'era diradata.
Meglio allora andare vedere "l'ultima cena di Andy
Warhol" che era esposta in occasione della festa in
un bellissimo albergo di Sondrio.

Antonia (Anyony)
il suo blog: Una
terrazza sul Lario
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