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"padrone del tuo sguardo"

 

Il sapore della lucertola

autore: Andrea Canetta

produzione TSI -

anno 2003

durata: 52'

 

PERCHE' GUARDO E RIGUARDO "IL SAPORE DELLA LUCERTOLA"

Perchè è bello vedere le cose in anteprima, con attorno le persone giuste...quelle che sanno perchè una cosa ti diverte e un'altra ti commuove...

Perchè è bello vedere su uno schermo posti dove sei stata, dove ti hanno accompagnato e dove sei andata per i fattacci tuoi, un pomeriggio di troppo sole fuori e troppe nuvole dentro...

Perchè è bello sentirsi dire da mia madre "come, non eri lì a ballare con quelle ragazze a quel concerto?" - mamma, nn sono mica andata in sardegna....- "strano, me lo sarei aspettata. Che andavi di nascosto, intendo...." - vabbè....vorrà dire che l'estate prossima mi regalerai il biglietto del traghetto!-

Perchè è bello vedere mio marito che si alza alle 3 di notte, corre a ravanàre in cameretta e arriva in salotto spernacchiando nel tubo dell'aspirapolvere come un'aborigeno nel suo tubo di legno...e non avendo un figlio da destabilizzare psicologicamente fa schizzare la gatta fuori dalla sua pelliccia...e poi la rembambita in famiglia sono io...

Perchè è bello sentire la frase di una nuova canzone e sentirla già tua...

Perchè è bello che gli zii di Como che vedono la televisione svizzera organizzino una cena apposta x quando verrà trasmesso...

Perchè è bello quando i miei finalmente capiscono alcune cose che ho cercato per molto tempo di far loro capire...

Perchè è bello il giro di messaggi e telefonate del giorno dopo, tipo "ma tu hai notato che..." "a me è sembrato che...." "ma hai visto quella cosa lì?" "ma hai sentito quella parola lì?".....

Perchè è bello pensare che chi stava sacramentando lì sulla riva è capace di peggio ed evidentemente s'è trattenuto...e se ti fa venire in mente di canticchiare "dove silenzio dove" almeno 3 persone si uniscono al coro...

Perchè è bello, da sola, la notte, riguardare per l'ennesima volta il filmato cercando conferme e trovare cose che non credevi di trovare...

Quell'anno i Cauboi si sentirono dire: "C'è un documentarista svizzero che sta girando qualcosa sul Davide".
Qualcosa? In che senso? Un documentario, certo, ma…?

Le domande che ci si poneva tra noi erano sempre le stesse: "chissà che cosa salterà fuori….chissà che impronta vuol dare al filmato…è un documentario musicale? O davvero, come si sente raccontare, vuole mostrare il mondo di Davide? Davvero vuol far vedere anche il "mondo Cauboi"? Riuscirà, questo regista, a mostrare nel suo filmato il Davide così come lo vediamo noi?"
Alla prima visione de "Il sapore della lucertola" tutte le domande trovano risposta, Soprattutto l'ultima: c'è riuscito. Andrea è riuscito davvero a gettare sul mondo di Davide lo stesso sguardo dei Cauboi, indagatore e pronto a lasciarsi stupire, che non si ferma alla musica ed alle parole di una canzone ma vuol sapere cosa c'è dietro, come quella canzone è nata, perché tratta di un certo argomento…
Questo filmato condensa in meno di un'ora (poco + di 50 minuti, già…ma le ore di girato furono più di 40) parecchi brandelli di vita. Vita, quella vera, dove la persona Davide ed il personaggio Van De Sfroos non hanno netti confini e scivolano l'uno nell'altro. Senti parole che mai avresti immaginato d'ascoltare insieme ad altre già conosciute, sentite ai concerti, ai "Paròll de Sfroos" ma abbinate ad immagini diverse da quelle che si presentavano nella tua testa…. Ci sono immagini di forte impatto emotivo, per chi segue Davide da molto tempo, ed altre che stregano chi si è appena avvicinato a lui ed alla sua musica, ai suoi libri…immagini e parole che ti restano dentro. Frase fatta, anche un po' scontata, ma vera dalla prima all'ultima lettera. Provate ad osservare gli occhi di Davide mentre parla in quella stanza in penombra, anche senza sapere che si tratta di un locale dell'ex-manicomio San Martino di Como, registrate superficialmente i rumori di fondo xchè troppo intenti ad ascoltare ciò che dice….poi provate a trovarvi, mesi dopo, proprio al San Martino quasi x caso, e vi sfido a non farvi assalire dai flashback udendo di nuovo quel suono di fondo, quella porta cigolante che si chiude con un tonfo mentre apre la vostra memoria.
Questo documentario esplora a 360 gradi ciò che sta dietro ai cd che tanto ci piace ascoltare: racconta di ombre, tanto più scure quanto più è luminosa la luce che permette loro di formarsi; racconta di suoni nuovi, scoperti in altri tempi ed in altri luoghi; racconta di nascite e rinascite, interiori e non; racconta della complessa semplicità di un uomo che un giorno ha capito che tutto il suo ascoltare necessitava d'esser raccontato.
Racconta di un mondo che appartiene anche a noi, xchè su di esso apriamo finestre che chiamiamo canzoni.

Lohana

 

 

 

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