da "La Provincia di Como" - 03/04/03

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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Messaggioda Neve » sab apr 05, 2003 3:27 am

Un pubblico divertito al convegno sulla città triste

Il sociologo, l’imprenditore e il cantautore. Un terzetto improbabile che sembra scaturito dall’immaginazione di qualche sceneggiatore di commedie all’italiana. invece questo trio esiste e si è ritrovato ieri sera in un’aula magna del politecnico gremita di pubblico per confrontarsi e confrontare musica, parole, dati e spunti tra il filosofico e il faceto. il sociologo è aldo bonomi , direttore dell’istituto di ricerca aaster, consulente del cnel, corsivista del corriere della sera , voce impostata, favella incontenibile e sciarpa d’ordinanza. ha proclamato como - o meglio l’alto lago, l’alta brianza e la valtellina - un’“area triste”. questo perché «non trasforma in valori socialmente condivisi la modernità che avanza». in parole povere, una zona che si trova spiazzata rispetto al “nuovo”. in questo senso fa eco l’imprenditore, marco citterio , presidente della camera di commercio di como, che snocciola una serie di dati che danno adito a considerazioni inquietanti. un esempio emblematico è quello di cantù. proverbialmente è la “città del mobile”. peccato che, numeri alla mano, non sia più così. ma tutti quelli che ci vivono e, soprattutto, ci lavorano, continuano a considerarla tale. «quando ascolto quegli imprenditori - ha sottolineato citterio - capisco che sentono il legno, il mobile, come una tradizione di famiglia, da tramandare immutata nel tempo». sarebbe proprio questa incapacità di adattarsi alla nuova era industriale a creare quel malessere. e in tutto questo, che c’entra il cantautore? ma davide van de sfroos , come il nero, va su tutto ed è senz’altro per lui che tutta la gente si è radunata nella sala. per ascoltare le sue elucubrazioni e i suoi ricordi del disagio laghée, coloriti come sempre, ma soprattutto per battere le mani al ritmo di pulenta e galèna fregia e delle altre canzoni che bonomi ha scoperto grazie a un corso intensivo l’estate scorsa ma che tutti i convenuti, non poi così tristi per la verità, conoscono a memoria da qualche lustro. significativo il contributo dei poeti dell’acarya: c’è più verità nelle loro liriche spontanee che in mille sistemi teorici.
Alessio Brunialti
Neve
 
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