da Il Resto del Carlino (10-04-03)

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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da Il Resto del Carlino (10-04-03)

Messaggioda vane » gio apr 10, 2003 4:47 pm

Musica, maestro
purché sia
roba lombarda


ANCONA — Il primo concerto l'ha improvvisato in corriera, lungo la statale Regina, la strada per eccellenza del suo Lago di Como. Il secondo l'ha tenuto sotto la magnolia del suo paese, Azzano di Mezzegra. Da allora, senza mai abbandonare la sua lingua, il laghèe lariano, il cupo dialetto tremezzino, Davide Van De Sfroos (nella foto) non si è più fermato, e oggi è arrivato a un'altra tappa della sua carriera, l'uscita del cd Laiv.
Concerto dopo concerto, tra feste dell'Unità e sagre di paese, Van De Sfroos — stasera al Barfly 071 2866298 — ha vinto due premi Tenco; si è guadagnato la fama di “Paolo Conte dell'Insubria”; è stato scelto, suo malgrado, come simbolo della cultura padana dalla Lega Nord ed è andato a cantare anche alle feste della Lega e all'elezione di Miss Padania. Ora, dopo la targa Tenco 2002 per la migliore opera in dialetto e un concerto trasmesso dalla Rai, per lui è giunto il momento della consacrazione ufficiale, sancita appunto dall'uscita dell'album Laiv, un doppio cd che raccoglie il meglio della sua produzione, eseguita dal vivo, e una manciata di inediti.
Niente ritornelli o strofe ripetute nelle sue canzoni, perché i tre minuti medi di un brano — spiega il cantautore — sono troppo preziosi, servono a raccontare storie, aneddoti, leggende di paese. Nascono così le canzoni di Van De Sfroos, nome dal suono olandese ma in puro dialetto lagheè (in realtà si chiama Davide Bernasconi). Il significato dello pseudonimo è “vanno di frodo”, e si riferisce ai contrabbandieri del confine italo-svizzero.
Sono brani agrodolci, impregnati del fumo da taverna, da assaporare con un bicchiere di amaro in mano, come suggerisce L'esercito delle 12 sedie, uno degli inediti del nuovo album, «una canzone da osteria che parla di gente da bar che — spiega il trentasettenne cantastorie — pontifica sul mondo davanti a un bicchiere di Cynar». Sono queste persone, quelle tra cui è cresciuto, di cui ha ascoltato le storie e i lamenti, che lo hanno seguito nei suoi tour. «Bimbi, genitori, nonni, persone non celebrate, magari considerate di serie B — dice — perché si esprimono in modo rude, ma ognuno con una storia, una emozione, venuti ad ascoltare canzoni». È per loro, spiega Van De Sfroos, che si è convinto a «inscatolare un concerto», celebrando il suo meritato successo con il ritorno alla dimensione che glielo ha fatto raggiungere, quella dell'attività laiv.
Nel doppio cd, venduto al prezzo di un singolo, 25 brani, tra cui registrazioni live dell'ultimo E semm partii... (2001), di Breva e Tivan (il disco che nel 1999 gli ha fatto vincere il Premio Siae al Tenco) e alcuni brani tratti da Manicomi, il suo primo e quasi introvabile lavoro. Inoltre, due inediti che Van De Sfroos propone spesso dal vivo (L'esercito delle dodici cadreghe e Sciur capitan), e uno registrato in studio appositamente per questo nuovo disco (lo ska Sguarauunda). Il pezzo cui è più legato, afferma, è Sciur capitan, la storia di un soldato che, traumatizzato per aver ucciso un uomo, decide di abbandonare la guerra e dice al suo superiore «signor capitano ti voglio dire la verità / ne ho piene le balle stasera torno a casa / se mi vuoi scrivere ti regalo la mia penna / se mi vuoi sparare questa è la mia schiena». Storie comuni raccontate in chiave immaginifica, come faceva il Tom Waits di Frankies Wild Years, di cui non a caso Van De Sfroos ha fatto una cover per il Tenco, contenuta nel nuovo album. In Sciur capitan, inoltre, c'è una chiara presa di posizione per la «pace a ogni costo, dalla guerra per il parcheggio al supermarket agli aerei che cancellano la geografia».
Nonostante sia molto amato dalla lega Nord, Davide si dichiara un «disadattato politico» e rivendica la libertà di cantare per tutti, senza imbarazzi, sia che sotto il suo palco applaudano Bossi o D'Alema. «Sono andato a cantare anche a Rimini per il Meeting di Comunione e Liberazione, ho fatto i centri sociali e le feste dell'Unità, una volta ho cantato anche a Miss Padania perché per me — conclude — Laiv è abbattere tutte le barriere».
Con Davide Van de Sfroos suonano Claudio Beccaceci, Alessandro Parilli,Angapiemage Galliano Persico, Simeone Pozzini, Diego Scaffidi, Alessio Canino e Piergiorgio Muccio. Ai cori Gaia e Carla.
a. r.
vane
 
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