da Il Corriere Adriatico (14-04-03)

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

Moderatore: Baristi

da Il Corriere Adriatico (14-04-03)

Messaggioda vane » lun apr 14, 2003 4:38 pm

Pubblico entusiasta per l'esibizione del cantautore
Van De Sfroos, cronaca di un successo annunciato


ANCONA - Che energia e che entusiasmo al Barfly! Suona Davide Van De Sfroos e ti aspetti che ad ascoltarlo e ad applaudirlo vengano solo lombardi o "nordisti" trapiantati da queste parti ed invece ti ritrovi con la gente del Barfly, rapita da insolita ebbrezza, a ballare e dimenarsi col sorriso stampato a trentadue denti sotto il palco. Merito di questo trentottenne nato a Monza e cresciuto sulle rive del lago di Como, un personaggio a tutto tondo che giovedì sera ha presentato ad Ancona un bel mix di vecchie e nuove canzoni, tutte rigorosamente cantate in dialetto "tremezzino" (lo slang inconfondibile del Lario), che però hanno testi di straordinario significato e suoni di immediata presa che travalicano ogni confine e che giungono dritti al cuore delle persone.

E, infatti, Davide Bernasconi, in arte "Van De Sfroos" ("vanno di frodo", romantico omaggio ai contrabbandieri antichi e non violenti), dovunque suoni con la sua eccellente band, che sia a Cosenza o in Puglia, a Roma o in Francia, ottiene un consenso caloroso e dona emozioni a tutti.

Anche al Barfly, è così con uno spettacolo che non si ferma un attimo, che è sempre in movimento ed alla ricerca di un "quid" singolare, con una serie di canzoni che trasmettono un'energia dirompente, una carica irrefrenabile. Davide ha tante storie da raccontare, storie di frontiera e di acqua dolce, storie di personaggi di periferia e di città e nella sua musica si fondono stilemi di Dylan e dei Clash, della musica irlandese e yiddish, del canto nazional-popolare, sardo o salentino. I testi sono di semplice, straordinaria bellezza, basti pensare a "E semm partii" ("e siamo partiti come pezzi di vetro di un bicchiere a pezzi / una vita nuova quando finisce il mare mentre quella vecchia ti picchia alle spalle") o alla splendida invettiva contro ogni guerra di "Sciur Capitan" che ha un "attacco" sonoro che ricorda la dylaniana "Knockin' on heaven's door" ed un testo che fa tornare in mente "Il disertore" di Vian ("Signor Capitano guarda qua la mia mano, ho ucciso una persona, m'han dato mille ragioni ma non ne trovo neanche una / signor capitano stasera torno a casa, se mi vuoi scrivere ti regalo la mia penna, se mi vuoi sparare questa è la mia schiena"). Poi ci sono brani da danzare in gruppo, più solari e sorridenti, ironici ed istrionici ed altri riflessivi e nostalgici, romantici e sentimentali, come lui, Davide Van De Sfroos, che i tanti applausi finali, di certo, non li ruba di frodo.

GIANLUCA FENUCCI
vane
 
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