da: www.corrierecomo.it - 28/07/2010

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

Moderatore: Baristi

da: www.corrierecomo.it - 28/07/2010

Messaggioda marina » gio lug 29, 2010 12:34 am

De Sfroos prepara il nuovo disco

Il menestrello: «Sta nascendo qualcosa di più compiutamente personale, con forti connotazioni acustiche e sfumature orchestrali»

Davide Van De Sfroos vive una lunga estate calda di concerti e impegni organizzativi, Ma lavora anche al nuovo cd per il 2011. Con un pensierino, forte ma ancora non concreto, al Festival di Sanremo, dove si potrebbe vederlo - il condizionale è d’obbligo - in veste di autore. In attesa che si alzi il sipario sull’Ariston in una versione “laghée”, quale che sia il coinvolgimento dell’artista comasco, ecco il menestrello lariano impegnato in un’intensa tournée che domani lo vedrà alle 21 in Largo Alpini ad Arona, con una originale performance in trio. Sarà un appuntamento speciale, quello per il pubblico che segue il cantautore sulle sponde del Lago Maggiore. Una performance live in cui Davide tornerà a una dimensione raccolta, intimistica, unendo musica e parole, canzone e poesia. I musicisti che accompagneranno Davide ad Arona (che è a ingresso libero) sono Angapiemage Persico (violino) e Davide “Billa” Brambilla (fisarmonica).
«È una delle varie formazioni con cui mi esibisco in questa fase della mia carriera - dice De Sfroos - Vivo un’annata davvero ricca di eventi anche senza dischi da promuovere, in cui abbiamo saputo snodarci attraverso vari tipi di show. E in cui sono stato pure coinvolto nell’organizzazione artistica di eventi come “Musica in rete” (il progetto territoriale per formare giovani musicisti e fare aggregazione con le sette note, ndr) e la festa della musica “Moa - Music on air” che terrà banco dal 17 al 19 settembre a Villa Erba di Cernobbio. È una bella responsabilità, perché ha permesso di scoprire nuovi talenti. Senza contare i trenta eventi del “Van De Sfroos show” nei teatri, un esperimento nuovo che vorremmo ripercorrere anche in futuro. E in primavera, dopo il tour nei club, la band è tornata a essere strutturata in modo più rock e ora affronta l’estate con le feste in piazza e i concerti all’insegna dell’energia. Insomma, abbiamo imparato a essere camaleonti. Anche se al centro della scena ci sei sempre tu con le tue canzoni e il messaggio che vuoi trasmettere. Cambia, quello sì, il dosaggio. In una tipica “festa della birra” la gente ha bisogno di spinta per ballare, mentre in un teatro l’arrangiamento lascia spazio al passo più confidenziale, all’aneddoto».
De Sfroos va dove lo porta il cuore: viaggia sempre con il taccuino in tasca, prende appunti per un libro - la passione del narratore non si è mai spenta, dopo i due titoli usciti da Bompiani, Il mio nome è Herbert Fanucci e Le parole sognate dai pesci - Ma ora si concentra sulle nuove canzoni e sui live, e nell’immediato non pensa alla pubblicazione delle proprie storie: «Ho sempre raccolto l’ispirazione dove ho trovato emozioni, come un rabdomante - dice - Tra i brani inediti c’è Setembra, già stato testato spesso dal vivo». Con altri 13-14 brani andrà a confluire nel prossimo cd, che per ora è senza titolo. «Voglio arrangiarlo come dico io, e aggiungere più brani possibili - continua - Sono sempre dell’idea che un disco debba avere una sua ricchezza intrinseca e anche stavolta non lesinerò sui brani».
Lo stile? «Sta nascendo qualcosa di più compiutamente personale, con forti connotazioni acustiche e sfumature orchestrali. Ma è prematuro definire il nuovo album, anche perché mi nutro di tanti spunti, ascolto di tutto, dall’elettronica al cantautorato radicale americano, da Nina Zilli ai Procol Harum. E ultimamente anche il disco di Omar Pedrini».
Appuntamento, quindi, a Cernobbio. «Che si concluderà con un “De Sfroos & Friends” con tutti coloro che hanno lavorato con me sul palco. Lo spirito di “Moa” - dice Davide - è far capire che la musica è un’amica anche, se non soprattutto, in tempi grami di crisi. Ti salva, a volte. E anche nei momenti più cupi della storia sa darti la carica giusta».

Lorenzo Morandotti

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