da: "www.corrierecomo.it" - 18/12/2010

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

Moderatore: Baristi

da: "www.corrierecomo.it" - 18/12/2010

Messaggioda marina » sab dic 18, 2010 5:19 pm

«Il nostro dialetto all’Ariston, che gioia»

Il cantante: «L’importante sarà vivere questo momento bizzarro con serenità»
«Hai visto che De Sfroos va a Sanremo?» In questa frase c’è la perfetta sintesi di una città che vive l’avvenimento come una mamma orgogliosa. Invero il “bambino” è assai grandicello, ma l’appuntamento con la Città dei Fiori (dove porterà il brano “Yanez”) è uno di quelli che contano, anche per un uomo che di strada ne ha fatta tanta; e palco dopo palco è arrivato anche quello tanto ambito del Teatro Ariston.
Non che De Sfroos non lo abbia mai calcato: al Premio Tenco lui è un habitué, però il Festival di Sanremo è uno di quei momenti in cui tutti, magari anche di nascosto, si siedono e si mettono davanti alla televisione ad ascoltare le canzonette italiane.
Per la verità quella di Davide sarà in vernacolo, e così il dialetto del Lago di Como arriverà anche in diretta nazionale. Se ne parlava da anni: questa volta a Gianni Morandi, che presenterà l’edizione numero 61 della kermesse, De Sfroos non ha potuto dire di no. «Il suo progetto - racconta con il solito entusiasmo Davide - mi è piaciuto moltissimo, e quando è venuto a Como per invitarmi è stato il solito vulcano».
Ma quali parole ha usato Morandi per convincere Davide? «Innanzitutto mi ha detto che non dovevo snaturarmi, che dovrò essere solo me stesso anche a Sanremo. Poi ho molto apprezzato il suo approccio innovativo».
Secondo il cantautore, Morandi è da considerare un innovatore: «Certo, anche se frequenta il Festival da una vita, con lui arriveranno molte cose nuove. Il fatto che artisti come Franco Battiato e Roberto Vecchioni abbiano detto di sì è un segnale importante».
Tutti si aspettano una canzone di lago e De Sfroos ne porterà una di mare. «Mi piaceva l’idea di trasportare i personaggi di Salgari a Cesenatico, il luogo dove ho passato molte estati con mio padre che era una sorta di Yanez, un corsaro che papà amava molto più della Tigre di Mompracem. Un eroe romantico che aveva un rapporto viscerale con il mare, con l’acqua. Il brano ha un testo semplice, la gente lo capirà». Qualcuno potrebbe però storcere il naso per questa scelta. «Con l’età si fanno le cose più strane - ammette - Ma andare a Sanremo e portare su quel palco un brano in dialetto lariano è una gran bella soddisfazione. In qualsiasi luogo dove ho suonato, dalla Festa della Taranta al Forum, ho sempre portato la mia musica. Non voglio rappresentare nessuno, sono solo un musicista che porta in giro le sue canzoni».
Ma a casa cosa dicono? «Non abbiamo ancora avuto tempo per parlarne. Però in paese è già festa, mi piace l’idea che la mia gente mi accompagni, ma vado solo a Sanremo. Però questa è una competizione, qui si rischia l’eliminazione come l’ultimo dei debuttanti. Non sarà un problema, non ho mai amato la gara, ma il meccanismo del Festival è anche il suo bello. L’importante è vivere questo momento, che io definisco bizzarro, con serenità».
Per ora non è possibile sapere quali saranno i musicisti che accompagneranno il cantautore lariano al Festival: «Ancora non lo so, ora stiamo preparando gli arrangiamenti del pezzo, poi decideremo insieme. Di sicuro ci sarà l’orchestra della Rai a sostenere “Yanez”. E questa sì che è una bella sfida, una canzone folk con tanti virtuosi musicisti, professionisti esemplari che poi la notte magari suonano il punk nei piccoli locali, questo è il bello della musica».
Davide non è spaventato nemmeno dal confronto con i giovani che arrivano dai talent, che ultimamente l’hanno fatta da padroni sul palco dell’Ariston. «No, Sanremo è solo un luogo dove portare canzoni, ognuno fa sentire la propria e non esiste qualcuno che ha più diritto di altri».
Però il suo amico De Gregori il Festival lo evita accuratamente... «Lui ha già dato tantissimo alla musica. Se non lo trova divertente fa benissimo a non andarci, è un suo diritto».
Non può mancare una battuta sulle miss che affiancheranno Morandi, Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. «Elisabetta è quasi una mia vicina di casa, mi è molto simpatica. Ma lo dico solo perché la conosco un po’ più della Rodriguez».
Il nuovo disco, comunque, non sarà pronto per Sanremo. «No, e non voglio terminarlo in fretta solo per quello. Sono sedici canzoni molto intime, acustiche. Penso che prima di aprile non lo finiremo». De Sfroos, infine, esclude una presentazione al Forum del suo lavoro: «No, penso che lo proporremo in ambienti più accoglienti, proprio per le sue atmosfere», conclude.

Maurizio Pratelli

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