da la Provincia di Como, 13.01.11

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da la Provincia di Como, 13.01.11

Messaggioda breva » gio gen 13, 2011 9:39 pm

Politica, giù le mani
da Van De Sfroos

Logica di mercato protezionistico applicata all'arte. De Sfroos canta nella "nostra" lingua, gli abbiamo dato noi i soldi che gli servivano quando ancora non era nessuno e adesso che ce lo siamo ben cresciuto? Ci tocca pure condividerlo con il resto d'Italia e sentirlo cantare a Sanremo in italiano? Eh, sì, bella soddisfazione, guarda cosa si ricava ad essere buoni. No, per De Sfroos non deve funzionare così. La Lega si sente tradita dalla voce lariana che andrà a Sanremo a cantare «Viva l'Italia» di quel comunista di De Gregori. Ma perché? Forse si dimenticano un po' di cose che dovrebbero, al contrario, rendere i comaschi e i lombardi molto orgogliosi di aver visto nascere un De Sfroos. Solo per ricordarne qualcuna, si dimentica che il "nostro" De Sfroos era già bravo poeta-cantautore e affabulatore affascinante da molto prima di Sanremo.
Al festival ci arriva conosciuto, non per farsi conoscere. Ha già riempito il forum di Assago, il forum, non il Parini di Cantù. Ha cantato in tandem con artisti di altri dialetti (anche del sud), ha riempito i teatri di Milano, è stato in tv. Tutto questo prima di Sanremo. Certo, ha anche cantato spesso con la benedizione della Lega che l'ha pure aiutato in termini di traino pubblicitario e, dicono i leghisti, anche di bilancio. Capitare in un momento storico in cui la Lega nasceva e andava fortissimo e lui cantava nella lingua dei lumbard lo ha aiutato, ma ci si è mai chiesti perché non è affondato o non è stato recintato nei concerti di provincia? Non è che sarà bravo? E non è che sarà un artista e basta, indipendentemente della lingua in cui canta?
Di questo bisognerebbe essere molto orgogliosi, tirandosi via quella spocchia provinciale con la quale si riesce sempre a criticare chi ce la fa. De Sfroos è stato il "nostro" cantautore, lo sarà sempre. E questo accadrà che noi ci stiamo o no. Perché ora è di tutti, perché l'arte deve essere di tutti. E meno male che canterà anche in italiano (e poi, sarà mica la prima volta). Non bisogna esserne contenti? Fa orgoglio dire che De Sfroos è un laghée e ce ne vantiamo, ma non lo ammetteremmo mai, anche quando ne parliamo a Napoli o a Palermo o a Sassari. Allora?
De Sfroos è innanzitutto un bravo artista. Questo conta. Che sia comasco tanto meglio, ma non ne cambia il valore. Quanti da leghisti e da lombardi canticchiamo «Reginella» di Murolo o «O sole mio»? Capiamo tutte le parole? Ma vah, però ci emozioniamo. «Breva e tivan» e «E semm partii» di De Sfroos trasmettono emozione. La stessa che ci attraversa quando lo ascoltiamo raccontare dei fantasmi del lago, anche se lo fa in italiano. Ancora una volta, conta soprattutto che sia un vero artista. E l'arte fa crescere se l'assaggiano in tanti. Per essere più prosaici, per caso i mobilieri brianzoli tradiscono la Lega quando vendono mobili al sud o nelle isole? No, anzi portano il buon nome del loro lavoro in tutta la penisola. E allora «Viva l'Italia».
Carla Colmegna
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