da "Il Corriere della Sera" 17/07/03

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da "Il Corriere della Sera" 17/07/03

Messaggioda Fantasmino » gio lug 17, 2003 9:58 am

VILLA ARCONATI





D avide Bernasconi, in arte Van De Sfroos sostiene da sempre che la musica nasce soprattutto dalle strade secondarie, che le piccole realtà sono quelle che rappresentano la vera vita, basta aprire lo spiraglio della porta e osservarle. E così, raccontando questo mondo, il fenomeno Van De Sfroos è esploso. Un successo che è arrivato da un costante impegno sia nella ricerca dei suoni e dei testi, sia nella capacità di realizzare spettacoli che hanno lo spirito gioioso della festa di piazza.
È una fetta di Nord Italia (ma la Lega non c’entra) a fare da scenario alle ballate del gruppo, storie di frontiera che si snodano tra il lago di Como, la Valtellina e la Svizzera.
Era la zona dei contrabbandieri e Van De Sfroos, tradotto dal dialetto tremezzino significa proprio "vanno di frodo". Storie ispirate a luoghi precisi e alimentate dalla fantasia che negli anni hanno conquistato tutti proprio grazie alla valorizzazione del dialetto, della sua musicalità e della forza interpretativa di Bernasconi.
Lui, monzese di nascita (classe ’65), si è trasferito molto presto con la famiglia sul lago di Como subendo il fascino di quella cultura.
Così, alla passione per i generi più disparati, dal punk a Tom Waits, unisce il gusto per il folk e la tradizione. Arriva nel tempo a delineare il suo stile e i primi lavori autoprodotti.
Ancora molta strada, un’infinità di concerti e due album importanti come «Brèva e Tivàn» (1998) ed «E semm partì» (2001). In mezzo tanti riconoscimenti (come il Tenco) fino ad arrivare alla pubblicazione di «Laiv», il recente doppio dal vivo. «Non è un album raccolta, ma piuttosto un documento per registrare il clima dei nostri concerti, un omaggio dovuto a un pubblico speciale come il nostro», afferma Bernasconi.
Nella stessa serata, il confronto con il Sud con i Nidi d’Arac, che intrecciano la tradizione salentina con moderni groove. Due realtà per mettere in luce il nuovo, contaminato corso del folk italiano.

DAVIDE VAN DE SFROOS E NIDI D’ARAC, Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, alle ore 21.30, biglietti 18 euro. Tel. 02.350.055.01
Elia Perboni


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