da "blog.panorama.it" del 15/03/2011

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Messaggioda Fantasmino » mar mar 15, 2011 9:51 pm

Davide Van De Sfroos e Francesca Nicolì: nuovi album “d’esordio”, generazioni opposte (e contrarie?)

Davide Van De Sfroos e Francesca Nicolì. In qualche modo insieme.

Sembra uno scherzo del destino, ma oggi - 15 marzo 2011 - sono usciti nei negozi i loro nuovi cd. Una release in ritardo rispetto alla conclusione dei rispettivi “lanci” televisivi: Sanremo 2011 e Amici di Maria De Filippi.

Due album, che in un modo o nell’altro, rappresentano il loro momento più alto d’esordio al grande pubblico.

Un pezzo della storia del cantautorato “vecchia scuola” emerso oggi a livello nazionale, che involontariamente si confronta con una ragazza che ha scelto la strada nuova del successo accelerato, quella del trampolino televisivo del talent show.

Due pianeti opposti che però raccontano un percorso più generale della musica e del successo ieri e oggi: da una parte quello di una gavetta che dura dal ‘92 e che porta De Sfroos alla notorietà nazionale a quasi 46 anni (abbiamo raccontato molto bene la sua storia prima di Sanremo), contro una ragazza che ad appena 18 anni ha ottenuto un contratto discografico importante, e una borsa di studio di 50 mila euro legata ad un corso di formazione negli Stati Uniti di due mesi. È tutto?

“Yanez” di Davide Van De Sfroos racconta l’Italia nella sua accezione più genuina e totale: in dialetto comasco riesce ad affrontare temi che hanno contemporaneamente il sapore della quotidianità con una prospettiva onirica, sognante, allegra e allo stesso tempo malinconica.

Sono versi e ritornelli densi di vita. Melodie che spaziano nei generi per un racconto che sembra uscito da uno stupendo romanzo underground in tutta la sua crudezza, disincanto e ironia.

Davanti ad un bicchiere di buon vino ma con il cuore aperto a profonde riflessioni sull’esistenza, il tutto rigorosamente in salsa folk.

“Kekka“, che è il soprannome dato a Francesca oltre che il titolo di questo EP, è invece figlio di una generazione ipersensibile e ribelle che canta opponendosi alle imposizioni della quotidianità.

Di sicuro ha un po’ il dente avvelenato con il mondo adulto che in qualche modo rifiuta. Con la sua musica racconta gli anni di chi si arrabbia, scappa da casa o si chiude in cameretta perché non regge il confronto con la realtà.

Una ribellione un po’ di figura e un po’ no che si affaccia sul mercato con nove tracce d’amore e grinta punk-pop scritte prevalentemente da Simone Annichiarico, Roberto Casalino e Dario Faini. Con dei buoni arrangiamenti, anche elettronici.

Non esiste la strada di valore e quella senza pregio in una separazione così categorica, esiste però qui da una parte la solidità convincente e costruita nel tempo (Davide Bernasconi con il suo precedente album “Pica!” è arrivato sempre senza major alle spalle al quarto posto degli album più venduti in Italia) e dall’altra ci sono troppe tappe bruciate da parte di una ragazza che oggi non si può definire artista a tutti gli effetti, anche mettendoci tutta la buona volontà di giudizio.

Bisogna avere quasi 50 anni per essere autorevoli nel mondo della musica? Affatto. Però sembra che manchi un dialogo e una crescita tra generazioni che possa fare di un talento acerbo come quello di Francesca, una traduttrice sapiente e credibile dei giovani oggi. A cosa saranno serviti cinque mesi di formazione televisiva assecondando più le sue doti come personaggio televisivo che quelle da artista?

L’operazione molto delicata che riguarda molti talenti under 25 è quello di entrare presto nel mercato per farsi conoscere e per crearsi pubblico, certo. Devono però essere sostenuti da un lavoro continuo che dia credibilità all’artista “in divenire” e che possa far immaginare agli ascoltatori e alla critica una prospettiva futura possibile.

Per ora la situazione però è molto chiara: nonostante la generazione web più attiva sia tutta in mano agli under 30, “Yanez” su iTunes è al primo posto della classifica fin dal giorno del suo debutto, sbaragliando una concorrenza spietata fatta dai Subsonica e da un’irremovibile Jovanotti. Mentre Francesca si attesta (per ora) sotto la 30esima posizione.

Per chi aveva intravisto il tramonto della musica nell’accezione più artigianale e meno artistica del termine, i tempi sono diversi e forse più maturi: a Sanremo vince Roberto Vecchioni, nelle vendite trionfano i Modà che ci provano con forza dal 2003 e un cantante che scrive solo in dialetto della propria terra è il cantautore che vende di più sul web oggi. Qualcosa, è evidente, sta davvero cambiando.

Qualcuno però si chiederà allora come si colloca il recente successo di Annalisa Scarrone e di Virginio Simonelli, anch’essi reduci da “Amici”. La talent music continua a esserci e a fare proposte concrete e spesso anche valide, ma sono promesse da consacrare tra almeno due album e con almeno il doppio degli anni di carriera. Con molti se e senza ma.

* alessandro.alicandri
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