da "www.vareseweb.it" - concerto Ippodromo 25.07.0

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da "www.vareseweb.it" - concerto Ippodromo 25.07.0

Messaggioda La_ele_ » gio lug 24, 2003 10:28 am

Varese - Appuntamento con alcuni dei miglior interpreti della musica new folk italiana. L'intero show, ripreso dalle telecamere di Rai 2, sarà trasmesso il 25 settembre
A Varese debutta il Follia Rotolante tour 2003
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Dato il clima, sarà questa la manifestazione nella quale Varese, una buona parte di essa almeno, si riconoscerà di più: certo più che nel recente Ghost Day, vetrina del giovane rock dei bassifondi della nostra città. Il "Follia Rotolante Tour 2003" presentato nei giorni scorsi in Provincia, è una buona occasione per ribadire alcune scelte culturali su cui poggia la valorizzazione del nostro territorio: musica new folk, ricerca delle espressioni artistiche in linea con il fil rouge della cultura dialettale, strettamente locale e non, un ventaglio di ospiti di ottimo livello provenienti da tutta Italia, unico sospetto ideologico l'orizzonte geografico del tour: dopo Varese, Ponte di Legno, Treviso, Lecco, Legnano Sabbioneta e altre roccaforti padane tra le date del tour che rimarrà on the road fino al 27 settembre.
Il 25 luglio, all'ippodromo di Varese, il debutto: star, manco a dirlo, Davide Van De Sfroos (foto) e la sua band: Davide, artista di razza, il "Paolo Conte dell'Insubria" ("Il Foglio"), "lo Springsteen del lago di Como" ("Famiglia Cristiana"), cantautore "tra Dylan e il cabaret" ("Il giorno"), le cui canzoni sono vicende fissate in fotografia "all'osso di seppia" ("Il Manifesto") è l'autore che, pur etichettato politicamente in origine, è riuscito a mettere d'accordo tutti, destra sinistra centro. Con un merito aggiunto: quello di aver sostituito nel cuore di molti il mito di Sergio Borsato, il cantautore in camicia verde per eccellenza: quello che canta, per dire, Padania guarda avanti, Camicia Verde, Fuori il tiranno, Il sole delle Alpi, Città padane...
Van De Sfroos, invece, pesca nella tradizione più genuina della musica popolare, a metà tra Jannacci e i pasticciacci di Gadda, ritrovando la freschezza di una lingua dialettale, il laghèe, che ama raccontare storie ai margini, condite di verve e ironia.
Insieme a lui, altri pezzi forti, che fanno di questa iniziativa un parto che può davvero diventare un appuntamento da coltivare negli anni: ci saranno i Radiofiera, cult band tra Treviso e dintorni con 3 album all'attivo: storie, anche queste per scomodare un illustre, springsteeniane: marginalità, reduci di guerra, umanità fallita e abbandonata, povertà, fame, sopravvivenze. Humus legato alla propria terra, in un linguaggio rock cui non è estraneo il chitarrista-produttore Simone Chivilò, gia collaboratore di Massimo Bubola, Elliot Murphy, Eric Andersen.

Ci saranno Il parto delle nuvole pesanti (foto), bolognesi di nascita ma calabresi di formazione: uno dei gruppi rivelazione in tutti sensi degli ultimi anni: rivelazione al concerto del 1 maggio 1998, protagonisti di varie edizioni del Premio Tenco; antagonisti incazzati, tanto da andare a suonare nella capitale irachena, nell'ambito del progetto "Il cielo sopra Baghdad, il Parto ha di recente realizzato una riedizione del celebre "Ho visto gli zingari felici" di Claudio Lolli; in loro, il folk sta sopratutto nella conservazione delle origini linguistiche calabresi intessute nell'italiano.

Non mancherà la musica tradizionale irlandese con i Birkin Tree, insieme del 1982, unico gruppo straniero ad essere invitato al festival di Feakle, tra i più importanti festival irlandesi di musica tradizionale.
Dall'Appennino tosco emiliano, da Pavullo sul Frignano in particolare, zona ad alta densità di guccinianesimo, vengo i Viulan con il loro repertorio di canto popolare: tradizioni, filastrocche, nenie, canzoni popolari che farebbero la felicità di Sarti Antonio, sergente, un repertorio da notti di inverno trascorse intorno al camino o in autunno durante la raccolta delle castagne: divaghazioni a parte, i Viulan hanno suonato anche con i Jethro Tull e compaiono in tutti i più prestigiosi festival di musica etno-folk.
Valdostani sono i Trouveur Valdoten, a loro volta impegnati nella conservazione del patrimonio linguistico, musicale e strumentale delle valli alpine: canzoni in patois, e in francese, arie di danze, monferrine, scottishes, gighe, countadanso.
I Nini d'Arac, infine: originari di Otranto, esponenti di spicco di World Music, interpreti appassionati del patrimonio più popolare e atavico della loro terra; tra cui spicca la pizzica tarantata salentina, primordiale danza terapeutica contro il morso della tarantola. Al tamburello, flauto, violino, contrabbasso, batteria aggiungono campionatore, groove box, coreografie, performances e video-installazioni in un miscuglio tra i più originali del panorama contemporaneo italiano e in grado di sprigionare in concerto un energia contagiosa e liberatori.

Questa la scaletta: Trouveur Valdoten, Viulan, Radiofiera, Birkin Tree, Parto delle nuvole pesanti, Nidi d'arac e Van De Sfroos. Davide dovrebbe fare da collante alla manifestazione, salendo sul palco per cantare canzoni anche con altri gruppi. Non è escluso che la scaletta subisca altri aggiustamenti e che il cantautore del lago dia l'avvio alla serata per poi chiuderla con il suo concerto.
L'importanza dell'evento ma anche del fatto che Varese, oggi come mai, gode di attenzioni particolari, a tutti i livelli, è testimoniata dal fatto che l'intero concerto sarà ripreso dalla telecamere di Rai Due e trasmesso il 25 settembre prossimo. Deve essere questo il motivo, non ne vediamo altri, per cui presentatrice della serata sarà Elenoire Casalegno. Identità culturale va bene, ma le leggi televisive dello spettacolo non conoscono eccezioni.


Informazioni sullo spettacolo:

- Apertura cancelli ore 19
- Inizio concerto ore 20.00
- Ingresso gratuito


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