DA www.corrierecomo.it del 18 APRILE 2012

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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Messaggioda sciguèta » mer apr 18, 2012 8:13 pm

DE SFROOS RICORDA L'ALBERO DI PERE DEL BALBIANELLO

Il menestrello testimonial del Fai

Acqua scura dai riflessi metallici, dalla baia di Lenno umida di pioggia al luogo di delizie quasi metafisico di Villa Balbianello, con la sua loggia ornata da ricercatissime potature: così il suo lago ha salutato domenica Davide Van De Sfroos, in occasione di un recital-concerto a favore del Fondo Ambiente Italiano. Secondo una formula che associa la promozione dei beni del Fai all’apporto di personalità artistiche e culturali del territorio, l’evento è stato ospitato nella storica dimora fatta erigere alla fine del Settecento dal cardinale Durini.
«Abbiamo scelto la serata giusta, con il lago plumbeo e lo spleen dei luoghi», ha commentato il cantautore di Mezzegra, accingendosi a raccontare la «poetica involontaria di queste terre»: un percorso che ha emozionato il pubblico perché fra amatissime canzoni, da Pulenta e Galena Fregia a La ballata del Cimino, spuntavano le storie di paesi e personaggi laghée all’origine dell’inesauribile sguardo sul mondo di Van De Sfroos: le vicende di “Cipett”, contadino esponente inconsapevole di un originale ermetismo, dei ragazzini “guerrieri del pollaio” cresciuti fra biglie e campi di bocce, ma anche dell’Iliade e dell’Odissea in libere versioni dialettali.
Dell’appartata Villa del Balbianello, il cantautore ricorda: «Da ragazzini la vedevamo sempre davanti a noi ma inarrivabile. Non mancavano le leggende: si diceva che, molti anni prima, c’era un albero carico di pere nella villa, ma un cane feroce faceva da guardia, così alcuni partirono con una barca e tagliarono l’albero, portandolo via intero con le sue pere». A proposito del “mondo che avanza”, ricordando i pensionati-guasconi di Yanez che sanno adattarsi, Davide ricorda che, oltre i cliché di facciata, «nelle cantine della gente ci sono riserve emotive che basta un nulla per vedere attivate».
Giuliana Panzeri
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