da: "La Provincia di Como"

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

Moderatore: Baristi

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Messaggioda marina » mer ago 27, 2003 3:22 pm

Iniziative
Da domani è in vendita con il nostro giornale un libro di Gerardo Monizza con un Cd di Van De Sfroos
I «Colpi di remo» in parole e musiche
Un racconto su entusiasmi, emozioni e suoni del canottaggio lariano

Un libro che racconta il canottaggio, le emozioni, i valori e i sapori di questa disciplina sportiva che - durante questa settimana - vive all’Idropark di Milano l’appuntamento più importante dell’annata: i campionato del mondo. Il libro è «Colpi di remo» di Gerardo Monizza che, da domani, i nostri lettori potranno acquistare a 7,90 euro assieme al nostro giornale. «Colpi di remo» non è un libro sul canottaggio, ma è un racconto scritto per i giovani canottieri. Non è la storia di una disciplina, né l’elenco delle glorie di atleti o di società. È un possibile racconto di semplici entusiasmi, di fatiche e di grandi emozioni che si possono vivere su una barca che sfida l’ «Acqua», che s’infila nell’«Aria», che viaggia dentro la «Terra» con la sola «Forza» di uno spirito nervoso, giovane e consapevole che sa riconoscere il «Suono» delle imbarcazioni e dei luoghi. «Colpi di remo - spiega Gerardo Monizza - è la storia di una crescita: quella di tutti i canottieri, ma in particolare di quelli che hanno remato e che remano sulle acque lariane. Osservandoli faticare e correre e respirare e vedendoli crescere da ragazzi a giovani fino a diventare atleti e campioni, stagione dopo stagione, ho potuto - sottolinea Monizza - apprendere, cercare di capire e infine raccontare». Monizza ricorda che il libro nasce «per pagare un debito con tutti coloro che mi hanno trascinato nella passione del canottaggio e cercando di scoprire gli elementi naturali che fanno, di questa disciplina, una delle più affascinanti ed ho cercato di capire (come in un corso accelerato) quello che i veri campioni ed anche i tanti giovani atleti apprendono con fatica giorno dopo giorno e per tanti anni di duro lavoro, di molte reprimende, di innumerevoli richiami. Lo sport è anche questo: saper stare con gli altri e saper ascoltare chi ha un’esperienza. La propria verrà col tempo conquistata con molta umiltà». Gli elementi naturali in cui si muove la disciplina del remo sono l’acqua e l’aria, e in un bacinio ristretto come il Lario anche la terra. «L’acqua - spiega Monizza - ha sempre catturato la fantasia dei ragazzi lasciando loro immaginare percorsi fantastici. I sogni di avventure, sulle rive dei laghi, invece, sono diventati passione da consumarsi sulle onde delle acque. Da tale sentimento sono scaturite vittorie che, in oltre cento anni di attività remiera, ha portato molte glorie. L’aria che circonda il lago è la grande amica dei vogatori: li rinforza dalla fatica e li purifica dai malumori della vita quotidiana e quasi mai li inganna. La limitatezza dello spazio disponibile ha permesso ai vogatori di meglio conoscere la terra circostante. Remando e vagando per il lago essi hanno spesso cercato di impegnarsi, con molta forza e determinazione, cercando una meta non sempre trovata attirati, soprattutto, dal suono particolare che dalla terra e attraverso l’aria giunge al rematore. Ma è il suono che fa l’acqua scivolando sotto la barca che - secondo i rematori di tutti i tempi - è la vera magia che permette di remare per sempre»


La scheda «Colpi di remo» e colpi di genio «Colpi

La scheda «Colpi di remo» e colpi di genio «Colpi di remo», scritto da Gerardo Monizza, è un libro con allegato Cd, il quale contiene il testo integrale del racconto, letto da Vito Trombetta, due notissime canzoni di Davide Van De Sfroos in un originale e bellissimo arrangiamento: Breva e Tivànn, El Mustru. Inedita è la canzone «Singul de punta» con Coro di Canottieri. Le illustrazioni originali del libro sono di Daniele Carpi. Ottanta pagine, «Colpi di remo» è un libro edito da NodoLibri, prodotto dalla Canottieri Lario in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Provincia di Como e distribuito da «La Provincia» nei territori di Como, Lecco e Sondrio a partire da domani e fino al 14 settembre, al prezzo complessivo (libro+Cd+giornale) di euro 7,90. Il Singul de punta di Van De Sfroos Davide Bernasconi Van de Sfroos con Vito Trombetta ha composto la canzone «Singul de punta» che è inciso nel Cd allegate al libro. Singul de punta è un controsenso. Qualsiasi canottiere, anche alle prime armi, e che - inoltre - conosca poco il dialetto del Lario, capisce di cosa si tratti: è un insulto. Però non è cattivo. È un modo di dire delle genti di lago, dei barcaioli che vedevano i giovani, i figli, i ragazzetti del paese compiere qualche gesto maldestro; gli gridavano: «Singul de punta» ed era come dire: «Sei goffo» oppure «Vali poco». C’era, comunque, nel fastidio degli adulti però un poco di comprensione che ammorbidiva il tono generale e derivava dalla consapevolezza che - anche sulla barca - nessuno è perfetto.


Inedito di Van Des Sfroos
«Singul de punta» Canzone nata sul lago

Ecco come è nata in Van Des Sfroos l’idea-ispirazione di comporre la canzone «Singul de punta». Tutti è nato chiacchierando e cantando davanti ad un gruppo di giovani canottieri della Società Lario, durante una serata di poesia dialettale, Davide Bernasconi con Rosanna Pirovano e Vito Trombetta proposero molte ballate e diversi racconti di lago e di gente; molte storie sconosciute e alcune canzoni - invece - già note al pubblico presente. Questo avveniva un anno fa. Fu proprio Vito Trombetta a ricordare - ad un tratto - quel modo di dire delle genti di lago e citò, per la prima volta, «Singul de punta». Quel modo di dire, quel suono attirò l’attenzione di Davide Bernasconi che subito accettò di musicare il testo di una canzone. La stesura della parole venne affidata a Vito Trombetta, poeta lacustre, nato a Torno e residente a Laglio, dall’altra parte del lago, il quale ha disegnato un quadretto di rematori antichi, semplice gente di lago che viveva tra la barca e l’osteria, il lavoro faticoso e il gioco delle carte. Nelle sue parole, Trombetta evoca sapori e suoni antichi che appartengono da sempre alla gente del lago. Giorni quando era facile, talvolta, riprendere il lago cercando di tornare a casa spingendosi con un solo remo e - ovviamente - rischiare di non arrivare da nessuna parte. Molte volte, quella stessa gente dei paesi, era anche canottiere, già quasi un atleta che usava barche da gara e remava in compagnia, ma se la mente non era sgombra, quando un “bicchierino” di troppo era stato trangugiato si poteva rischiare di non arrivare al traguardo, neanche spinti dal grido del timoniere quel «Tù alé!» ripetuto all’infinito per dare il ritmo. Le conseguenze si possono immaginare. La prima strofa di «Singul de punta» dice: «I canten i rémuj e l’unda / una canzòn antiga/fadiga... fadiga... fadiga e impégn / e l’acqua che sbrissiga sura ‘l légn/ e dal timòn la vuus del tù alé...».
marina
 
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