da: "www.corrieredicomo.it" - 08/08/2013

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Messaggioda marina » gio ago 08, 2013 1:55 pm

De Sfroos: «Sanremo? Vedremo...»
GIOVEDÌ 08 AGOSTO 2013


Personaggi - Il cantautore comasco parla delle nuove canzoni e della tournée estiva. Con un pensierino all’Ariston per il 2014
La “curiera della musica”, il tour bus di Davide Van De Sfroos, è di nuovo in viaggio. Questa volta, però, il torpedone lo riporterà tra le onde amiche di casa per l’atteso live del 30 agosto, alle 21.30, al Campo Sportivo di Gravedona ed Uniti.
Il cantautore lariano è reduce da una tappa

prestigiosa del suo “Teritoritour 2013” al City Sound di Milano.
«Era una data che aspettavamo con ansia – racconta De Sfroos - un appuntamento maiuscolo inserito in un cartellone che ha ospitato nomi come National, Deep Purple, Santana, Iggy Pop e Blur. Sono situazioni importanti che tirano fuori grande energia e regalano molte emozioni».
Una location dove ha portato in scaletta due inediti.
«Sì, abbiamo collaudato dal vivo Ki, una ballata camaleontica a cui tengo molto che parte da una latitudine visionaria e a tratti surreale per afferrare una serie di immagini a catena che riflettono sul vivere nella sua straordinaria quotidianità”. E poi Goga e Magoga, una riflessione ossessiva su quello che siamo diventati e su come abbiamo trasformato il territorio».
Ma poi si torna sempre sul lago.
«È un momento altrettanto importante il ritorno a casa. Molte canzoni che ho scritto negli anni sono nate proprio in Alto Lario, a Gera e dintorni dove i miei nonni avevano una casa».
In questa parte di stagione si è diviso tra tournée e il documentario “Terra & Acqua”.
«Quest’ultima è stata un’esperienza davvero incredibile, sono letteralmente sprofondato in una parte di territorio che non conoscevo dilatando quella mia componente solitaria che richiama le atmosfere dylaniane. Mi sono tuffato in qualcosa di immaginifico con la grande responsabilità di esserne il regista; non sono diventato Ermanno Olmi ma ho tirato fuori un’altra anima che richiedeva da tempo un suo spazio».
L’attore protagonista è stato il Lago di Como.
«Eh sì, la sensazione è propria questa. Così, dopo che per tanti anni Davide ha cantato il lago, questa volta il lago ha cantato Davide».
Intanto si dice che De Sfroos il prossimo anno tornerà a Sanremo. Il disco nuovo è alle porte e sarebbe un bel trampolino di lancio.
«Io non lo so ancora. È normale che se ne parli e che possano girare queste voci. Ma al momento non ho ancora preso in considerazione il prossimo Festival. Vedremo...».
Si mormora anche di qualche cambio nella band.
«Nel corso di una lunga storia i musicisti vanno e vengono, sono come le onde. In ogni caso per il prossimo inverno ho in mente alcune date solitarie o al massimo in duo, quindi all’eventuale nuovo corpo della band ci penserò quando avrò capito la strada definitiva che prenderanno le canzoni del prossimo disco».
Questa sua vena intimista sembra però anticipare una direzione.
«In effetti il lavoro da fare nei prossimi mesi è proprio quello di entrare piano piano nel mood delle nuove canzoni».
Ma il viaggio di “Terra & Acqua” ha modificato i suoi orizzonti?
«Sicuramente ha lanciato delle provocazioni, suggestioni che non si possono ignorare. Di sicuro qualche brano nato in quel contesto troverà posto nell’album».
Eugenio Finardi dice che non gli piace sentirsi come cantava nei primi dischi. Succede anche al nostro Davide Van De Sfroos?
«È un po’ come quando riguardi le foto da bambino. Anche se le canzoni le puoi ricantare, quei momenti restano giustamente fissati così. Francesco De Gregori mi diceva, piuttosto, che dei primi dischi fa fatica a riascoltare gli arrangiamenti che certamente possono suonare datati. In questo senso sono prove le stesse sensazioni».
Le sue recenti versioni acustiche di canzoni come “Bréva e Tivàn” hanno indubbiamente un certo fascino.
«A volte si ha voglia di tornare alle radici della musica, di spogliare i brani per lasciarli all’indispensabile. E questa mia ritrovata voglia di solitudine ha certamente contribuito a spingere in queste direzioni alcuni pezzi storici che sono stati molto apprezzati per tutto ciò che evocano in chi li ascolta».

Maurizio Pratelli
marina
 
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