dal Corriere 24/10/03

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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dal Corriere 24/10/03

Messaggioda Michi » ven ott 24, 2003 7:44 am

Svolta del folk-rocker comasco


Van De Sfroos in italiano:


Dalla canzone alla pagina scritta. Non è la prima volta che Davide Van De Sfroos, folk-rocker dialettale, lascia la chitarra per la penna (in passato ha pubblicato per piccole case editrici fiabe e poesie): sulle orme di colleghi come Guccini, Jovanotti, Ligabue e De Andrè, il cantautore sarà in libreria il 29 ottobre con Le parole sognate dai pesci (Bompiani), dieci storie (per dieci personaggi) ambientate sul lago di Como e tenute assieme da un filo conduttore. Cosa c’è in questo libro?
«E’ un libro-valigia, pieno di microstorie. Non ho descritto persone realmente esistite, ma personaggi caleidoscopio, minimi e minimali. Sono le stesse storie che si incontrano quando si "legge" un disco».
Che differenza c’è fra racconto e canzone?
«La storia è alla base di tutto, ma poi è come nel bere. Una bottiglia di Chianti ha una poetica diversa da quella di un gin tonic. Una storia o un personaggio diventano canzone se hanno dentro di sé una ritmica; se hanno bisogno di silenzio, meglio affidarli alla pagina scritta».
Per le sue canzoni usa il dialetto tremezzino, qui ha scelto la lingua italiana. Stanco dell’etichetta di bardo vernacolare?
«Mi piaceva l’idea di rivolgermi a tutti, raccontando il mio lago. Poi il dialetto è difficile da ingabbiare nello scritto: anche chi lo parla correntemente fatica a leggerlo. Posso essere definito come si vuole, ma alla fine sono italiano; anche se, quando parlo in dialetto, non recito».
Il carattere di ognuno dei personaggi è descritto con le caratteristiche di un pesce. E lei a che specie appartiene?
«Un po’ anguilla e un po’ bottatrice. La prima perché anche se la porti nel mar dei Sargassi torna a casa: anch’io sono sempre in viaggio, ma col lago nel cuore. La seconda perché è un animale brutto, che vive sul fondo delle acque, ma ne conosce i segreti».
Altri cantautori si erano cimentati con la pagina scritta. Si è ispirato a loro?
«Li ho letti e mi sono piaciuti Guccini, Nick Cave e Jim Morrison; ma quando ho iniziato a scrivere ho messo solo me stesso».
I suoi riferimenti letterari?
«La neozelandese Janet Frame, quindi Zola per il suo iperrealismo, gli americani che hanno descritto l’America di periferia come John Steinbeck e Erskine Caldwell, il Kesey di Qualcuno volò sul nido del cuculo per il modo di raccontare la pazzia e il reagire a quello che il mondo vuole sia la tua pazzia. In Italia, Grazia Deledda che mi toglie il fiato per come sa presentare la sua terra, Silone e Vittorini. Nella poesia, i latini Garcia Lorca e Neruda».
In Le parole sognate dai pesci fanno capolino riferimenti a Genesis, Beatles e altri musicisti...
«Ho messo tanto di me, quindi c’è la musica».
George Clooney ci ha comprato casa e Ronan Keating ci ha ambientato il suo ultimo video: il «suo» lago di Como è di moda?
«E’ un paradiso che può anche essere selvaggio e prepotente. Nei secoli, dai tempi della Roma antica con i Plinii, in molti ci si sono affezionati. C’è chi si lascia conquistare e chi finisce per farne una cartolina. Nei racconti ho evitato l’effetto pubblicità, perché per me il lago è permeato di spleen , è crepuscolare».
Il prossimo disco?
«Ci sto già lavorando. Avrà tinte che ricordano la cinematografia di film come La maledizione della prima luna o Sleepy Hollow : insomma, un disco dark gotico "di acqua dolce" che racconterà le paure di casa nostra. Questo, però, sarà in dialetto, magari con inserti in sardo e turco».

Andrea Laffranchi
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Messaggioda de Sloob » ven ott 24, 2003 8:12 am

Grazie Miki-ke-legge-molto-e-riporta.

Un aiuto: "spleen" ??????
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Messaggioda Michi » ven ott 24, 2003 8:38 am

In verita leggo sì, ma riporto poco. Di solito ci sono cauboi molto ma molto più solerti! Per quel che ne so io "spleen" è la milza!! :shock:
Mi è piaciuta questa intervista, dei pochi libri che ho regalato quest'anno uno era di Steinbeck e l'altro di Lorca. Leggere il nome di Janet Frame mi ha fatto venire in mente "Un angelo alla mia tavola", per non parlare di "qualcuno volò sul nido del cuculo", ma questo è un altro topic...
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Messaggioda nicotina_j_baco » ven ott 24, 2003 8:39 am

Spleen

--------------------------------------------------------------------------------

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l'horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l'espérance, comme une chauve-souris,
S'en va battant le mur de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D'une vaste prison imite les barreaux,
Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrement

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir,
Vaincu, pleure, et l'angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.


Charles Baudelaire

Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio
Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,
E versa abbracciando l'intero giro dell'orizzonte
Una luce diurna più triste della notte;

Quando la terra è trasformata in umida prigione,
Dove come un pipistrello la Speranza
Batte contro i muri con la sua timida ala
Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce
Imita le sbarre di un grande carcere
Ed un popolo muto di infami ragni
Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

Improvvisamente delle campane sbattono con furia
E lanciano verso il cielo un urlo orrendo
Simili a spiriti vaganti senza patria
Che si mettono a gemere ostinati

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
Piange e l'atroce angoscia dispotica
Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo.
I'm singing in the rain...stuuunk...
Just singing in the rain...to-o-kk..
What a glorious feeling ...sd-ee-ng...
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Messaggioda Michi » ven ott 24, 2003 8:51 am

Ecco, appunto. Brava Baco, che una milza malinconica ha poco senso.

"Spleen è una parola Inglese che non ha un corrispondente preciso né in francese né in italiano. Le parole ennui e noia, infatti, non traducono che in parte il senso di scoraggiamento e di rilassatezza dell’esistenza che il termine spleen racchiude. Angoscia incontenibile, lotta tra Speranza e Angoscia stessa, raccontate attraverso immagini ispirate alla realtà di tutti i giorni."
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Messaggioda de Sloob » ven ott 24, 2003 10:01 am

AAAAAAAAAhhhhhhhhhhNNNNNNNNNN beeeeeeeenhhh, allora desso sono piú trankuillo.
Kome dire "skoramento" allora? Struggimento?
WAAAAnnnnnn ke "spleen" ke mi sento: un'altra parola rubata all'italiano. E pensare ke due giorni fa, proprio sul Korriere, ho letto ke la nostra lingua é la kuinta piú usata nel web...Prima ankora del francese e dopo solo all'inglese, spagnolo, koreano....
Kissá "spleen" in cinese..... Magari é proprio una milza, milza farcita di mandorle e kondita kon soya rigorosamente ogm e bakke di bambou -ke non le ha-

Warghhh, ke "spleen" ke mi sento... "makkeimporta se é finita, makkeimporta kome é kominciata, importante ke sia stata una SPLEENdida giornata".

Spleen fa molto Sampei: l'akkorata introspezione di un peskatore cinese -de sfloos- ke kon la sua kannetta di fibelglass e mulinello klone Shimano insegue lavalelli agitati dagli aliskafi..

**Oh mondo globale, oh linguaggio globale, oh my gooooooooddddd how much spleen in me in this global language, oh lord slang in me"...

Allora "Lo skoncio" é TRASH ?
Allora "il duello" é PULP ?
Allora "Ventanas" é SAUDADE ?
Allora "el Mustru" é NOIRE ?

Ed io ke non me ne akkorsi...
Mi sento molto OUT a non essere kosí IN, dannato TRENDY !!!

*e se POST sul TOPIC si
ma se post nel Guest Book mi fanno un FORUM kosí ( )°( )
e se REPLY mal i me manda FORWARD di ball.
In France i gá el "Calculateur" e in Espana i usa el "Raton"
ma solo nialtri ghemo el MOUSE

Mi sento molto OT -off topik- oggi, i need a RESET sennó vado in SPLEEN.

Ke sia sto sciopero? ke sia il tempo ora HARD? Ke sia ke non ho ankora fatto kolazione? Magari se mangio mi sento piú HEAVY, magari me ciápo mia par el COOL.

Vabón dai, vado a far LAYOUT, kissá ke da SPLEEN non torni EASY"
(nota: nessun "c"auboi é stato maltrattato per la skrittura di kuesto messaggio, nei passaggi piú duri sono stati usati degli STUNTWORDS, persone e fatti narrati sono frutto di fantasia)....
Invece kuesta é vera:
"tempo fa, cirka un anno, vado in posta al pomeriggio per inviare una mail (opssssss, una lettera rakkomandata). Giá andare in centro-centro per me uomo laterale é un fastidio ed ekko ke trovo la posta KIUSA....

Un kartello, un foglio, rigorosamente skritto in EXCEL recita: * L'ufficio postale di via Gigi Gigetti é chiuso per lavori di LAYOUT, rivolgersi in piazza delle Torte"...
Inkazzato tristescente, tendente allo SPLEEN (kapisko solo ora) salmoneggio il traffiko, la viabilitá, i vigili ed arrivo in piazza delle Torte... Vado allo sportello, dopo -a bit of tail- , e kiedo: "devo fare un layout"... La tipa mi guarda, shocked, e replika "ke in italiano vuol dire??"... Allora le diko a mitraglia-kontemporaneamente-alla-rakkomandata-ke-LAYOUT-me lo-deve-spiegare-lei-ke-é-delle-poste kosa vuol dire, mika l'ho skritto io il kartello rigorosamente in EXCELL.
Non lo sapeva, non lo sapeva nessuno, ed io potevo solo supporre ke fosse per lavori di restauro (anke se RestaurO era inappropriato visto ke non era fatiscente) o, meglio, di ammodernamento.
Sarebbe bastato un "kiuso per lavori" tanto era evidente ke ci stavano lavorando
A lavori finiti, o ke bel LAYOUT !! Una fettuccia ke disegna un intestino nel kuale vengono digeriti i klienti ed a fianko uno SHOP (banketto no, troppo truzzoborghese) dove puoi trovare prodotti indispensabili alla celeritá postale: HEADPHONES e LIBRI, pure un paio di BANDANE.

Maddai suu, dirty kruel word, era kuesto il LAYOUT???


Beh, mejo ke vaga a magnar kualkossa se no me sciopera anka le buele fra 'n poko
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Messaggioda Michi » ven ott 24, 2003 10:27 am

Hehehehehe!!! Và te che delirio per una parolina... :rotfl:
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Messaggioda de Sloob » ven ott 24, 2003 10:56 am

ankora, ankora, vojo paroline ankora......
Komunkue, boiadunavakkaladra, se tutti sti artikolisti (e skrittori) oltre ke buttar -li kome una miccetta nel silenzio dei pensieri tuoi- parole nuove, stranierismi o detti latini ke siano, mettessero anke una parentesi...
E poi dikono ke siamo sottokulturati...
Fanno una riunione aziendale e ti presentano il POOLMANAGER kon delle SLIDE. Poi sul giornale leggi di politika e ti piazzano li uno "Jus Soli" ke un giornale ci apre la parentesi (diritto di suolo) e l'altro no. E se uno legge un solo giornale? Fregato!! Ignorante !!!
E usiamoli pure kuesti esterofili termini ma rikordiamoci di "blisterarli" in konfezione italiana,. Villaggio globale non porti a Svuotamento globale...
Mesi fa un artikolo sui minori stranieri a Milano iniziava kosí: " A Milano, zona stazione Centrale, decine di bambini dell'est europeo vivono come menińos de rua dei sotterranei di Bucarest..." Oh bella, Bukurest é diventata la kapitale del Brasile ora? Eppure nessun giornale ne ha parlato...
E kon kuesto passo dalla kolazione al pre pranzo, i lost self in my blue settee, desaparecido.
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Messaggioda nicotina_j_baco » ven ott 24, 2003 11:11 am

ed io invece invoco l'intervento della professoressa breva :-)... ormai sono passati tanti tanti anni... ma la parola spleen non racchiudeva anche un risvolto negativo? una sorta di disgusto profondo? o ricordo male io...oppure la parola spleen in quel contesto non c'azzecca x nulla ( azzecca è un termine italiano? :-P )
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Messaggioda breva » ven ott 24, 2003 11:27 am

"...oggi non ho tempo..oggi voglio stare spento..."

Lo spleen secondo uno dei massimi poeti dell'Italia di fine Novecento.
E anche secondo me, se permettete.
"Considero ogni forma di razzismo convinto una patologia e non un'ideologia" (Davide Bernasconi)
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Messaggioda de Sloob » ven ott 24, 2003 9:34 pm

No, io non permetto, e adesso?
Skusa dai, skerzo, sgonfiati un po'... more easy, so light...
Komunkue: ho "interrogato" la mia personal-breva (una profe di inglese plurilaureata e kuotata, un testone.).

Dice ke non esiste parola al mondo ke eskluda il signifikato del koncetto stesso in un'altra lingua. Kuesto in linea di massima. Ad esempio sciguera- nebbia nel Sahel potrebbe non avere korrispettivo; e neanke sguazza-mota in Grecia... Ma tant'é...

Venendo a spleen (pr. spliin) si puó tradurre trankuillamente in "smaronamento" o, piú hard, in "skoglionamento".

Lo skrittore inglese taldeitali Pope giá nell'800 skrisse "The kave of spleen": sullo smaronamento di certi nobili inglesi ke non sapevano kome tirar sera.

Spleen, dunkue: tedio? Troppo veteroborghese? Skoglionamento? Troppo proletar schok? Smaronamento ? Troppo radikal chik?

Who have might to decide it ???? *Se permettete, ovvio!*

ps: non fare kome certo giornalismo.... diccelo ki é kuel "massimo poeta del novecento", non lasciarci in the middle of the river of our ignorance
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Messaggioda breva » ven ott 24, 2003 10:08 pm

Vasco Rossi, "Vivere".

so light...
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Messaggioda de Sloob » ven ott 24, 2003 10:21 pm

devo gugoleggiarne il testo, non kapisko l'hook, sorry.
C u l8r...
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Messaggioda de Sloob » ven ott 24, 2003 10:29 pm

"sense not found", double sorry...
(ho un certifikato di VaskEsenzione datato 1980 cirka).
Non é una battuta, giuro, Rossi non mi é mai piaciuto...
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Messaggioda nicotina_j_baco » ven ott 24, 2003 10:50 pm

breva ha scritto:Vasco Rossi, "Vivere".

so light...


ecchecaspitaaaaa... è tutto oggi che ripensavo tra me e me a questa frase...e giuro mi veniva in mente solo vasco... e mi dicevo...ma no dai...magari mi sfugge qualche autore minore...e giù a torturarmi nel voler ricordare ogni minimo frammento degli anni trascorsi sui banchi ... :D
anche io con vasco mi fermo a decenni fa, i primi tre album sono capolavori, poi le nostre strade hanno preso direzioni diverse...
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