Dal Corriere Della Sera del 01/11/03

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Dal Corriere Della Sera del 01/11/03

Messaggioda Fantasmino » sab nov 01, 2003 9:59 pm

Nell'ambito della presentazione del concerto di Bob Dylan al Forum di Assago il Corriere ha intervistato Davide.



VAN DE SFROOS
«L’iniziazione? Avevo solo 15 anni»


Per il folksinger del Lario, il cantore delle nebbie lombarde, lui non poteva che essere uno dei padri putativi. Parliamo del rapporto «filiale» tra Van De Sfroos, al secolo Davide Bernasconi, e Bob Dylan. Una passione che nasce da lontano: «Galeotto fu il Gianfranco Felli - racconta Davide - un amico del mio paese, Mezzegra, che possedeva un sacco di registrazioni originali di Bob. A quindici anni mi consegnò un plico pieno di dischi e mi iniziò così a Dylan». E il giovane Van de Sfroos ne rimase immediatamente affascinato: «Amavo ed amo la sua voce particolare, come quelle di Leonard Cohen e di Tom Waits e la sua capacità di sperimentare in continuazione, di passare dal rock al folk, alla psichedelia, sempre con disinvoltura».
Ed evidente è l’influenza dylaniana sulla poetica del cantautore lombardo: «Quando mi sono messo a comporre, mi sono ispirato soprattutto a quelle ballate lunghe dieci minuti, magari composte di quattro soli accordi, come "Hurricane" e "Sad-eyed Lady of the Lowlands"». Ma, paradosso dei paradossi, Van de Sfroos non sa ancora se andrà al concerto del suo idolo. «Mah, non l’ho mai visto e non so se romperò la tradizione nemmeno questa volta. Di lui mi sono costruito un’immagine tutta mia ed ho paura di corromperla, vedendolo dal vivo» .
Matteo Cruccu
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