Il Giorno 5/11/03

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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Il Giorno 5/11/03

Messaggioda Michi » mer nov 05, 2003 9:08 am

Canzoni o racconti
sempre Pesci piccoli


MILANO — Per lui c'è chi ha scomodato la Macondo di Gabriel Garcìa Márquez e la Brescello di Giovannino Guareschi. Ma Van De Sfroos, al secolo Davide Bernasconi, preferisce restare, più prudentemente, sulle sponde di quel ramo del Lago di Como che gli ha ispirato canzoni e poesie dialettali e che è ora alla base anche del suo esordio in veste di narratore. «Le parole sognate dai pesci» è il titolo del libro di racconti che Ale & Franz presentano oggi alla Feltrinelli di piazza Piemonte (alle 18.30; ingresso gratuito) e che l'autore illustrerà con l'ausilo dell'inseparabile chitarra. D'altronde, ammette Van De Sfroos, «l'universo dei miei racconti e quello delle canzoni è lo stesso. A volte anche i personaggi sono gli stessi». Davide Van De Sfroos ne ha scelti una decina, ognuno dei quali idealmente rappresentato da un pesce d'acqua dolce.
Che sogni fanno questi pesci?
«I pesci sono i custodi delle parole più importanti. Cioè dei silenzi: quella dimensione dove vivono i pensieri mai espressi. Ho scelto di titolare così il libro, per parlare di quel punto sconosciuto dove le parole non dette s'incontrano con le emozioni. Quest'opera è un po' un percorso vagamente sciamanico per tentare un collegamento con tutto ciò che non trova rappresentazione nella realtà.»
I suoi fan ci troveranno qualcosa anche del suo mondo musicale?
«Sicuramente. Il luogo di cui parlo è lo stesso, il linguaggio pure. E poi c'è quel ritmo , quella luce autunnale che si respira nelle mie canzoni.»
Gli album, un'etichetta discografica, le produzioni di altri artisti, e ora anche un libro: non starà esagerando?
«Non mi metto a giocare a pallone né a scrivere valzer. Seguo un ritmo che è quello di un fantasista che si diverte a raccontare le storie della sua gente. Questo non è né un libro di ricette né la Divina Commedia. E si può leggere nello spazio di una partita di calcio, specie se la partita è brutta.»
Ormai, tra i cantautori, quella di darsi alla letteratura sembra sia diventata una moda. È così facile passare dalla formula canzone a quella narativa?
«Prendiamo gli sciatori: c'è quello che fa discesa libera e quello che si dedica al fondo. Entrambi usano gli sci. Ma in modo diverso. Io uso la parola diversamente. Con questo libro ho avuto la possibilità di approfondire di più alcune emozioni, di dilatare una dimensione importantissima che è quella del ricordo. Dall'acqua passata, si impara sempre.»

di Sandro Neri
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Appello ai milanesi e limitrofi: mi tenete informata sulle condizioni meteo oggi? Sulla nebbia, intendo. Mi sto innervosendo a vedere l'aria lattiginosa che circonda Pavia e mi piacerebbe partecipare all'incontro alla Feltrinelli...grazieeee
Michi
 
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