dal: "Corriere della Sera" - 04/03/2004

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Messaggioda Ferrobrothers » gio mar 04, 2004 3:18 pm

Per capire il Lario e le sue storie
fermatevi a parlare con la mia gente

di Davide Van De Sfroos


È difficile restare immuni al fascino del Lago di Como, celebrato anche da Plinio il Vecchio e da Plinio il Giovane, da Leonardo da Vinci e da Stendhal. Non è un caso che molti grandi personaggi siano stati catturati dalla sua forza carismatica, da una magnetica severità che rende il Lario differente da tutti gli altri laghi. In giornate cupe il lago di Como induce allo «spleen», apre particolari alveoli nell’animo. Bisognerebbe avere una piccola guida dei misteri del lago: per esempio, la Villa Pliniana a Torno è carica di inquietanti storie di fantasmi e suggerisce scenari da Edgard Allan Poe. Sempre in zona, il Monte Piatto è costellato di frammenti di cultura celtica, mentre nella chiesa di Torno è custodito un chiodo della Crocifissione di Gesù. Ancora: tutta l’area della Tremezzina è disseminata di borghi medioevali. Dall’occhio del passato emergono vicende antiche con contorni misteriosi, si alzano spettri e lontani segreti. Fino ad arrivare alla storia recente, ai sentieri dei contrabbandieri che portano dalla valle d’Intelvi alla Svizzera. Tutte queste cose, soprattutto le leggende e i racconti, non sono riportate dalla guide turistiche. Per conoscere più in profondità il lago di Como ci si deve fermare a parlare con gli abitanti. Perché chi vive in quei posti è la vera guida, che permette al visitatore e al viandante di sprofondare nella storia di ogni paese. Basta fermarsi a bere un caffè in un bar e liberare la curiosità.
Quindi, io inviterei tutti alla calma. Dalle parti del Lago di Como non ci sono il Louvre e la Tour Eiffel, ma nel gioco magico che nasce tra paesaggio e memoria si possono provare emozioni speciali in una terra che, nonostante si trovi nel cuore della Lombardia, è rimasta ancora selvaggia e ribelle. Si percepisce anche con i sensi: i profumi che cambiano con il passare dei mesi, l’odore della muffa sulle pietre dei borghi medievali, la fioritura delle azalee, gli alberi secolari di Griante. E nella notte affiorano suoni sinistri di gufi e civette. Qui, si risvegliano i sensi e la memoria. Con il rumore del lago che non ti abbandona mai.
Ferrobrothers
 
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