da "La Provincia" del 26-04-2004

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

Moderatore: Baristi

da "La Provincia" del 26-04-2004

Messaggioda Lohana » lun apr 26, 2004 1:19 pm

Si stima che 5mila spettatori abbiano assistito alla performance sulle nevi, a quota 2500 metri.
VAN DE SFROOS, PIU' FAN DI BAGLIONI
Trasferta di massa ieri a Livigno per il concerto delle due star

di Alessio Brunialti

Sempre più in alto, sempre più in alto. Davide Van De Sfroos ha consumato la sua esibizione sulle nevi dei 2500 metri di Livigno, di fronte ad un pubblico numerosissimo (5 mila persone, ndr) che ha approfittato di una giornata limpida e illuminata da un sole a picco.
Non sono poche le difficoltà per chi deve esibirsi ad alta quota. L'aria più rarefatta potrebbe mandare in iperventilazione chi deve cantare a squarciagola (per non parlare di strumenti delicati come il violino, la tromba ed il trombone che risentono assai degli sbalzi di temperatura). Fortunatamente il problema non si è posto nè per Davide nè per i Desfans giunti in massa, e non è stata una passeggiata, per applaudire il cantore del lago sul cucuzzolo della montagna. All'arrivo una sorpresa che ha scontentato tanti fan: per Van De Sfroos un palchetto risibile, quasi come quelli, improvvisati, sui quali si esibiva all'inizio della carriera. Dall'altra parte un signor palco, con copertura antivento, per l'idolo Claudio Baglioni. Ora, che questi due artisti non sembrino neppure animali della stessa specie è quasi superfluo scriverlo. Di certo Van De Sfroos e i suoi non si sono lasciati intimidire e hanno proposto un set tiratissimo che ha spinto tutti a ballare sulla neve alta così. Si è trattato quasi di un esperimento antropologico:sì, è possibile saltare sugli scarponi andando a tempo, reggendo una birra e gridando, gridando, gridando. Come sempre in prima fila i Cauboi, che la sera stessa si sarebbero esibiti a Cermenate con il loro coro, hanno fatto le prove ad alta quota. E non si può nascondere, non è campanilismo in trasferta ma un dato di fatto, che quando Baglioni ha guadagnato il suo bel palco in tanti avevano già ripreso l'ovovia per ritornare a valle. Ma era un confronto improponibile già in partenza: a ciascuno il suo pubblico, come è giusto. Baglioni, del resto, è apparso in perfetta forma, certo meno arruffapopoli del <<concorrente>> sul palchettino. Il quale ha ben pensato di estrarre dal cilindro anche qualche canzone che sembrava perduta per sempre come Lo sconcio e Ave Maria. Tutti quelli che a Cermenate avevano lamentato la scomparsa di Cyberfolk dalla scaletta sono stati ampiamente ripagati da una versione a cento all'ora che ha scatenato l'abominevole pogo delle nevi. Ma non si è registrato nessuno scivolone nè da parte del pubblico, che non poteva risparmiarsi anche la creazione del consueto serpentone saltellante che accompagna La curiera (con abbondante salva di palle di neve nel finale), nè da parte dei musicisti. Da registrare come la sezione di fiati di Alessio Canino e Pier Giorgio Muccio (alla tromba e al trombone), la fisarmonica di Saro Calandi e la chitarra dalle mille battaglie di Alessio Lorenzi si siano ben amalgamati con gli storici Angapiemage Persico (violino e bouzuki), Alessandro Parilli (basso) e Diego Scaffidi (batteria).
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