Il giornale di Vicenza 9/8/04

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Il giornale di Vicenza 9/8/04

Messaggioda Michi » lun ago 09, 2004 12:29 pm

Personaggi. Il cantautore comasco di passaggio nel Vicentino racconta le suggestioni del quotidiano

Van De Sfroos, icona del nuovo folk «Entro come in trance in ogni storia»


di Matteo Pieropan


Affascina con la sua voce baritonale in dialetto "laghee" che accarezza le corde dell'animo il cantautore comasco Davide Van De Sfroos, ormai affermatosi icona del new folk nazionale. Trentanove anni, coppola immancabile, sguardo sicuro, anelli e bracciali di stampo celtico, De Sfroos, al secolo Davide Bernasconi - di passaggio nel Vicentino - ha saputo portare in giro per l'Italia un pezzo del lago di Como, dove è cresciuto e vive, affascinato dagli splendidi panorami, dai paesaggi incontaminati, e dalle storie di gente comune della sua Mezzegra.
Dopo alcune esperienze musicali, nel '95, con il Cd "Manicomi" il cantautore del Lario ha esportato le sue storie cante fuori dai confini comaschi, incontrando un inaspettato quanto improvviso consenso. Nel '99 ha vinto il Premio Tenco come miglior autore emergente; una seconda targa Tenco arriva nel 2002 con l'album in dialetto"E semm partii". Le sue canzoni in un dialetto pittoresco, riescono a passare il messaggio anche a chi non ha dimestichezza con il trementino. Storie di personaggi, storie vere, che assumono ritmo dato dalla confluenza di vari stili (reggae, ska, folk, celtico). Nascono così le canzoni di Davide Bernasconi, tra realtà e leggenda, tra gente di tutti i giorni e mostri senza tempo, tra emarginati, pazzi, facchini e fantasmi. E tra i suoi migliori lavori merita menzione "Breva e Tivan" e "Per una poma", miniopera in tre canzoni, in cui vengono affrontati i temi biblici della vicenda di Adamo ed Eva, Caino Abele e il Diluvio Universale.
-Davide, le sue canzoni parlano di vita quotidiana. La ballata del Genesio, Grand Hotel, Manicomi, Sugamara, El bestia, Arbitro sono solo alcuni esempi di storie in qualche modo vere. Come nasce una sua canzone?
«Si tratta di vivere le emozioni in prima persona. Quando scrivo una di queste canzoni vengo rapito da un trasporto autobiografico. Non parlo di recitare, di fare l'attore. La canzone va vissuta in prima persona. Entro in una specie di trans; in quel momento sono quel personaggio. Parla quel personaggio, scrive la sua storia, dice quello che ha da dire».
-Tecnicamente nasce prima il testo o la melodia? «Difficile da stabilire. A volte puoi avere un testo fermo nel cassetto che aspetta solo di incontrare le note giuste. Altre volte è il giro armonico che deve adattarsi ad una storia. Ma nulla è programmato. Mi piace affrontare vari stili. Personalmente amo il reggae, ma solo questo sarebbe troppo limitativo. Non si tratta nemmeno di fare un album delle figurine della storia della musica. Cerco di fare confluire in un buon connubio diverse esperienze, di giustapporre ritmi e stili di vario tipo».
-Potremmo definirla non un cantante ma un cantastorie, un cantafole. Assimilabile a De André? «Sicuramente devo molto allo stile di De André. Compararmi a De André sicuramente sarebbe un complimento, anche se ci sono molte differenze. Comunque stiamo parlando di un cantautore che ha segnato la storia della musica italiana».
-Un tour che prosegue da due o tre anni. Scelta o passione?
«Io ho sempre cantato per la gran voglia di farlo. Un giorno ho cominciato a girare l'Italia e devo ancora stancarmi. In realtà non ho mai programmato una vera tournée. Dal "Laiv 2003" continuano date e appuntamenti: anche per amici, per beneficenza e così via. Senza mettersi troppo in mostra».
-Anche recentemente è stato etichettato in quota Lega Nord.
«Non ho mai appartenuto a nessun movimento politico. Ho cantato per la Lega e per le manifestazioni della sinistra. Ogni situazione ha gente che ragiona e idioti fanatici che sventolano bandiere. Sono stato molto chiaro con la Lega. È vero che Radio Padana trasmette le mie canzoni, ma le mie storie in dialetto piacciono al di là della politica. La mia musica è di tutti, io non sono di nessuno».
-Cosa c'è di nuovo in cantiere?
«La prossima primavera forse uscirà un nuovo Cd a cui sto lavorando, che parla di personaggi fantastici del lago. Si rifà alle figure mitiche della zona: orchi, mostri, strie. Una tematica che sta ritornando».
Michi
 
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