da: "La Provincia di Como" - 20/08/04

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da: "La Provincia di Como" - 20/08/04

Messaggioda marina » ven ago 20, 2004 9:55 am

Van De Sfroos: «Il mio segreto? Realismo che fa rima con poesia»



Francesco Aita

Geniale e, per certi versi, titanica l'esibizione di Davide Van de Sfroos che mercoledì sera ha intrattenuto sotto una pioggia battente oltre 1500 fan arrivati in Valle d'Intelvi da tutto il comasco. Protagonista assoluto di un messaggio musicale che ormai è in grado di raggiungere ogni età, giovani e meno giovani come ha dimostrato la piazza gremita di San Fedele e dove sotto il palco erano accalcati ed equipaggiati di tutto punto contro il maltempo ragazzi, bambini, mamme e anziani. Tutti insieme scatenati per oltre due ore nel ballo scandito dal ritmo e dalla sinfonia delle note di de Sfroos. Come spiega tanto successo e un simile entusiasmo? «Il mio - ha detto a La Provincia il cantautore tremezzino prima del concerto - è un messaggio semplice, immediato e diretto, che arriva dalla quotidianità della vita e da un vissuto dentro il quale ognuno di noi può riconoscersi e trovare la propria dimensione umana». Un verismo musicale insomma... «Un realismo, una poesia intrisa di romanticismo che nasce dal lago di Como, ma che, come hanno dimostrato i concerti in Sardegna, nel Salento e nel resto d'Italia, è universale, in grado di suscitare sentimenti ed emozioni al di là di ogni confine o dimensione geografica». Qual è il suo modello ideale di cantautore? A chi si è ispirato per la composizione dei suoi brani ? «Nessuno in modo particolare. Potrei citare su tutti Fabrizio De Andrè, ma come tanti altri anche stranieri che alla fine hanno contribuito ad impreziosire i momenti musicali che hanno caratterizzato la mia carriera di artista». Van De Sfroos grande protagonista, dunque, con la sua musica etnica, trasversale ed antica come il brano Sulla via del Pamir che ha fatto impazzire la piazza. Molto applaudita La curiera, accompagnata a gran voce dal pubblico ed anticipata a metà esibizione, a grande richiesta dei bambini, per il timore che da un momento all'altro la pioggia scrosciante potesse decretare la sospensione del concerto. Uno show aperto poco prima sulle note di Kapitan Kurlash. Echi musicali scanditi dalle corde di violino e chitarra accompagnati da trombe, tromboni e percussioni hanno tenuto acceso il clima della serata attraverso la proposizione di celebri brani come Grand Hotel, Il figlio del Guglielmo Tell o l'Ave Maria, un'invocazione dedicata alla Vergine, un inno melodioso cantato appassionamente, così come O Kai Hoka Hey, commosso ricordo del massacro di una tribù indiana rivisitato dal sogno sciamanico di un ragazzino. Van De Sfroos in concerto San Fedele Intelvi, 18 agosto.
marina
 
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