Da La Provincia di Como del 04/09/04

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

Moderatore: Baristi

Da La Provincia di Como del 04/09/04

Messaggioda breva » sab set 04, 2004 9:08 am

Intervista Bilancio dei primi cinque anni di grandi successi. L'autocritica: «In tv? Mi darei sei meno. La Casalegno? Sa fare squadra» Van De Sfroos: «Canterò le nostre paure» «Il nuovo album sarà un disco gotico, con ballate crepuscolari, forse doppio»

L'esperienza televisiva Davide Van De Sfroos con Elenoire Casalegno in «Follia rotolante» su Rai2

Alessio Brunialti
Cinque anni, i «five years» che già Bowie decretò come vita naturale di un artista pop. Dopo questo termine la stella può consumarsi e sparire oppure continuare a brillare di luce fissa e sempiterna. E cinque anni sono passati da quel '99 che vide l'inizio dell'ascesa di Davide Van De Sfroos. La storia, ovviamente, era iniziata ben prima: c'erano state innumerevoli piccole formazioni adolescenziali, i clamorosi Potage e, naturalmente, i De Sfroos. C'era già stato Manicomi, oggi un oggetto di culto, un disco che ha raggiunto quotazioni pazzesche sul mercato. Ma il '99 è l'anno del ritorno dopo una lunga pausa che aveva accresciuto l'attesa, l'anno di Bréva & Tivàn, della prima tournée seria, dell'incremento esponenziale del pubblico e del bacino di utenza. E, a quanto pare, un lustro dopo, la stella non accenna ad affievolirsi. È sempre lo stesso rispetto all'inizio? Sostanzialmente sì: sono cambiate tante situazioni logistiche. Non so, ad esempio almeno non guido più io la macchina quando vado a suonare, i concerti sono più professionali. Ma poco altro: il mio modo di rapportarmi alla gente è sempre lo stesso, scrivo canzoni sempre nello stesso modo... In quale modo? Scrivo a mano, su un taccuino o fogli sparsi e, se è possibile, voglio che in un giorno sia tutto finito, altrimenti non riesco a dormire. Poi le presento ai musicisti. La canzone è un sogno e io li spingo a interpretarlo. A proposito, tra i suoi detrattori c'è chi afferma che la sia musica sia monotona, fatta di pochissimi accordi. Se devo essere sincero, per me potrei anche registrare sempre dischi come The freewheelin' Bob Dylan, tutto voce e chitarra. Ma credo che con il tempo anche la parte musicale sia cresciuta, nei concerti soprattutto, anche grazie all'interazione con gli altri musicisti. Adesso è al mio fianco (anche fisicamente durante l'intervista, ndr) Alessio Lorenzi, un artista che ha una storia lunga alle spalle e che sta apportando dei contributi fondamentali. Ma adesso non c'è più solo la musica. Ci sono i libri, la televisione... Posso dire almeno di non aver scritto un libro solo perché mi è stato chiesto. Scrivevo anche prima. Sono entrato nel piccolo schermo dopo aver passato tanti anni seduto dall'altra parte improvvisando un po' di più. Si è rivisto? Che voto si dà? Almeno un sei meno meno. Poi ho avuto un'ottima partner in Elenoire Casalegno che non è solo bella ma anche capace di fare squadra. Credevo che si atteggiasse molto più da diva, invece... Musica, libri, tv... Non corre il rischio di una sovraesposizione? Credo che quando uno decide di stare su un palco in qualche modo si stia dando. Nessuno lo fa perché non vuole essere visto. Se ci vai è perché ne avverti l'esigenza. Io non credo di essermi mai svenduto. Anche quando vengo invitato a partecipare a situazioni strane o quando vengo contattato da chi lo fa per calcolato interesse vado perché so che incontrerò persone a cui non interessa nulla di tutti i discorsi che stanno alle spalle. Adesso guarda al futuro. Il nuovo album? Come ho già detto sarà un disco gotico, proprio come il lago di Como. Racconterà le paure di casa nostra con ballate crepuscolari. E sarà un disco lungo, forse addirittura un doppio. Se lo aspettava tutto questo successo? Per citare il poeta, Marzullo, ha realizzato i suoi sogni di bambino? Fortunatamente no, perché io volevo diventare Batman, oppure un veterinario... O un veterinario che di notte si veste da Batman... Soprattutto avrei voluto che il lago si seccasse in una notte per vedere che cosa c'era sotto. Decisamente è meglio che i miei sogni non si siano avverati.
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