da: "La Provincia" - 12/12/2004

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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da: "La Provincia" - 12/12/2004

Messaggioda marina » dom dic 12, 2004 10:46 am

anticipazioni Il disco vedrà la luce il prossimo 17 febbraio mentre il tour avrà inizio il 25 dello stesso mese al palazzo dei congressi di Lugano Van De Sfroos: uno sguardo dentro «Akuaduulza» In anteprima i titoli delle canzoni del nuovo album di Davide Bernasconi, un lavoro che piacerà ai fan di «Manicomi»



Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per il nuovo album di Davide Van De Sfroos. Akuaduulza, questo il titolo, uscirà il 17 febbraio mentre il tour che accompagnerà questa nuova fatica del cantautore più lariano che c'è avrà inizio il 25 dello stesso mese dal palazzo dei congressi di Lugano. In anteprima per La Provincia i titoli delle canzoni comprese nel cd che dovrebbero essere quelli definitivi, salvo ripensamenti dell'ultim'ora visto che l'album è sottoposto a tutti gli aggiustamenti del caso in uno studio conosciutissimo per le atmosfere calde che riesce a imprimere agli album che ne fuoriescono, le famose “Officine meccaniche” del grande Mauro Pagani. Madame Falena, El baron, Caramadona, Akuaduulza, El fantasma del ziu Gaetan, Il libro del mago, Shimmtaakula, Nona Lucia, Quattro foglie, Fendin, Il corvo, RosaNera, Il paradiso dello scorpione e Il prigioniero & la tramontana, quindi, sono le nuove canzoni che attendono i Desfan che ora avranno modo di congetturare sui contenuti dei brani che, comunque, con una mossa spiazzante, tipica del Bernasconi, tutto sono fuorché quel disco gotico annunciato tempo fa. Si tratta, in realtà, di un album “urgente”, dettato dalla voglia insopprimibile di “fermare” il prima possibile le nuove canzoni. Senza ancora anticipare troppo si può già dire che Akuaduulza piacerà molto a chi pensa che Manicomi sia la cosa più bella mai registrata perché le canzoni sono “ruspanti” al punto giusto. Non si tratta, peraltro, di un ritorno al passato: questo è, ovviamente, il prossimo passo del cammino di un artista su cui è stato detto e scritto di tutto, più o meno in tutte le sedi. Lui, giustamente, non se ne cura più di troppo e a chi dice che dovrebbe cantare in italiano, a chi sostiene che scriva canzoni che si assomigliano tutte, a chi, probabilmente per una sorta di “campanilismo all'incontrario”, giorebbe nel vederlo fallire (e son tutti qui ché, subito fuori dalla provincia, Van De Sfroos è nome considerato e rispettato, pur senza i fanatismi assoluti che qui sono all'ordine del giorno), risponde facendo quello che ha sempre fatto: una raccolta di canzoni che non bada che ad accontentare chi le ha scritte. Intanto, ridendo e scherzando, Manicomi compie dieci anni nel 2005, Bréva & Tivàn e E semm partii sono stati mandati a memoria fin nei minimi particolari mentre il Laiv staziona fisso soprattutto negli impianti stereo delle automobili, compagno irrinunciabile per scampagnate, gite domenicali ma anche per il breve tragitto di chi va al lavoro. Un parco di canzoni che fra pochi giorni (sono 65, ma chi sta a contarli?) potrà nutrirsi anche di questo nuovo repertorio. Legittimo, a questo punto, chiedere com'è questo benedetto nuovo repertorio. Legittimo. Ma non sarebbe giusto anticipare troppo con il rischio di rovinare la sorpresa o di creare gelosie troppo presto (in fondo è un disco ascoltato de sfroos). Ci sarà tempo per sentire i brani e per assimilarli: qualcosa da aspettare (come diceva Jannacci) che dà un senso alla vita fino all'anno prossimo. L'unica buona notizia riferibile è che l'umile critico, a furia di ascoltare, finalmente riesce a capire il laghée anche senza vedere i testi scritti con le traduzioni a fianco. Ed era ora. Alessio Brunialti
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