da: "La Provincia di Sondrio" - 15/12/2004

Articoli su Davide e il suo mondo apparsi su giornali e riviste

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da: "La Provincia di Sondrio" - 15/12/2004

Messaggioda marina » mar dic 14, 2004 11:41 am

Il cantautore a Chiavenna per le foto del libretto che accompagnerà il suo prossimo cd “Akuaduulza” Van de Sfroos alla Curt di Asen «Amo questi luoghi e ho un sogno che vorrei realizzare: suonare a palazzo Vertemate»

chiavennaNon è certo passato inosservato Davide Bernasconi, impegnato ieri pomeriggio a Chiavenna nella realizzazione del servizio fotografico per il libretto allegato al suo prossimo album “Akuaduulza”. Armato di una lunga scopa di saggina e circondato da sette moderne “streghe”, il cantante ha soggiornato per circa due ore alla “Curt di Asen”, nel cuore della città. «Ho un legame molto forte con Chiavenna – ha spiegato tra una pausa e l'altra, insieme ai suoi collaboratori Luca Molteni, responsabile del progetto grafico e alla fotografa Violeta Pineda - È un luogo che ho sempre considerato vicino al lago di Como e carico di storia, di suggestione. Per questo ho voluto realizzare qui le fotografie che accompagneranno una canzone del prossimo album, in uscita il 17 febbraio». Il brano racconta una leggenda del Lago di Como legata alle streghe. «Tutto è nato un po' per caso. La scorsa settimana passavo a Chiavenna e ho incontrato Mauro Ferrari di Hopplà. A lui ho raccontato la mia idea di realizzare alcune foto con ragazze del posto per il mio album e lui si è messo a disposizione per trovarmi i soggetti. Cercavo un luogo suggestivo e ho visto la corte degli asini. Perfetta». Davide Van de Sfroos tiene a precisare che la sua idea di strega si discosta dallo stereotipo comune della fattucchiera: «Ho voluto che fossero sette ragazze di qui a interpretare questo ruolo, nei panni moderni dei nostri giorni. L'immagine che devono trasmettere non è quella della donna cattiva, ma della donna che con la sua sensibilità si pone oltre il vivere quotidiano». Davide non svela nulla di “Akuaduulza”, ma anticipa di aver curato in modo particolare la musicalità tornando a strumenti semplici, inserendo commistioni di stili etnici diversi. Prima di congedarci, però, il musicista lariano ci ha confidato di avere un sogno nel cassetto che spera di realizzare quanto prima: “Mi piacerebbe organizzare un concerto strumentale a Palazzo Vertemate, con la gente intorno, chiacchierando. Sarebbe fantastico”. Chissà che qualcuno non decida di realizzare il suo desiderio. Gian Luca Papa
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